Thursday, April 27, 2017

Of the stolen marvel -- Sulla meraviglia rubata

So my bike is gone. My beautiful white trek city-bike, faithful travelling companion of countless adventures has been stolen. 
Having moved over and over, I learned not to get too attached to physical objects, but I loved this bike. We were together for 17 years on three different continents. I rode it in Princeton by the canal with my toddler son strapped in the baby-seat, while he sang with his rosy cheeks in the chilly air. I rode it in Zürich with my toddler daughter strapped in the same baby-seat while I took her to baby-ballet classes. I rode it in Tokyo with the petals of the sakura trees in my face, exploring the city when I was still too scared of earthquakes to ride on the subway. I rode it from our 7th home to our 8th, when for once we moved within the same neighborhood and there was no space left in the moving truck. And then in Zürich again, when I went through the emotional rite of passage of removing the baby-seat that for quite some time had been used for groceries only, and with my Freitag bag swung on my back I went back to my badass former identity, and to work, on my bike, with the wind in my face.

I know now would be the time to start making a list of all the painful curses that the person who stole it rightfully deserves, but no. I did not suffer through the whole 40 days of lent with no chocolate just to take such a blow on my karma.
I just hope that whoever has it will treat it well, it is a marvelous machine, not unlike those magic bikes that took off to save ET.
Although I hate that move.
It’s just the boys who were chosen by Spielberg to go on the final mission to save ET.
Jerk.

(This will not affect my karma because it’s the truth).



(Japan 2006, anyone sees it, let me know)

Così la mia bici è sparita. La mia bellissima Trek bianca, fedele compagna di mille avventure è stata rubata. 
Avendo traslocato di continuo, sono abituata a non affezionarmi troppo alle cose, ma la mia bici la amavo. Siamo state insieme per 17 anni su 3 continenti. 
A Princeton lungo il canale e nel parco dell'università, con mio figlio piccolo nel seggiolino che cantava con le guaciotte arrossate dal vento. A Zurigo con mia figlia piccola nello stesso seggiolino mentre la portavo a lezione di danza. A Tokyo con in faccia i petali di ciliegio mentre esploravo la città quando avevo ancora troppa paura dei terremoti per fidarmi della metropolitana. 
Mi ha portata dalla nostra settima casa all'ottava, quando per una volta ci siamo trasferiti all'interno dello stesso quartiere e non c'era più posto nel camion dei traslochi. 
E poi di nuovo a Zurigo, quando ho dovuto attraversare quel rito di passaggio commovente e smontare il seggiolino dei bimbi che ormai mi serviva solo per portare la spesa, e sono ritornata alla mia identità di prima, e al mio lavoro, con la mia bici, la mia borsa Freitag in spalla e il vento in faccia.

Adesso sarebbe il momento perfetto per fare la lista di tutte le maledizioni dolorosissime che auguro a chi me l'ha rubata, ma invece no. Non ho sofferto per tutti i 40 giorni di quaresima senza cioccolato per poi rovinare tutto e ammaccare il mio karma così. Nossignori. 
Spero solo che chiunque ce l'abbia, la tratti con cura, è una macchina perfetta e meravigliosa, un po' come quelle bici magiche che volano via per salvare ET.
Anche se odio quel film.
Spielberg ha scelto che fossero solo i ragazzini maschi ad andare in missione per salvare ET.
Stronzo.
(E questo non influenza il mio karma perché è vero).

2 comments:

  1. Oh, non posso immaginare come stai, visto che davvero una bici cosi' di robe ne aveva ben viste!

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    1. Cara, guarda, una rabbia! Anzi mi sa che adesso aggiungo anche una foto della bici al post, magari qualcuno me la ritrova...

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