Monday, December 3, 2018

of Jung -- su Jung


I have been reading Jung a lot. 
His writings are daunting, not just because of the content itself, but because the guy was so incredibly smart, it's scary. He can conceptualise answers to questions that are not fit for the human brain

But then again, like me, he studied Ancient Greek. When I say "study" here referred to myself, I use it of course in a broad sense, because even though I laboured for 5 long years over it, it has left behind nothing but a very faint trace. 
I believe it's all been pushed off my braincells by German. That bully kept the trunk of the Greek tree: the declinations, but trimmed off all the Greek branches and replaced them with words such as Räbelichtliumzug, Sechseläuten or Berufausübungsbewilligung

My dear school friend Michelle (more like an accomplice in mischief during our teenage years) who is cursed blessed with a child who also chose to study Ancient Greek (God, thank you for not including it in the International School curriculum, amen), tells me that when she had to help him with school work, IT CAME BACK
Her brain must be equipped with more gigabytes than mine. In my case there is no coming back. More than a CPR it would be like an exhumation. 
Hopeless. 

Anyway, back to Jung. 
I got interested in Jung after my wild teenager started spending her scout summer camp setting up tent with her crew in the beautiful garden of what was Jung's childhood home. Up to that point I very much confused him with Freud, both in the same field, both short names with the same origins, sort of like Lenin and Stalin in history class. 

I got so much into his writings, that I even considered taking some classes at the Jung institute. The problem is that courses that will actually lead to a diploma are CRAZY expensive, and the weekend retreats are very popular among the Birkenstock crowd, which is attracted by such things as well as by homeopathy and lack of deodorant. 

Anyway, I think it's mighty poetic that such a scholar of human behaviour would have a bunch of scouts setting up tents in his garden. 
I can imagine him hovering above with his notebook at hand and his pipe (or was that Freud?) finding meaning in their random pooping in the woods and not showering for 2 weeks. 

It's a pity that an introduction to psychoanalysis is not included in compulsory education with less, for example, Ancient Greek. 
Because out of the two I have a feeling that the former will come in handier than the latter, whilst dealing with the mundane order of things. 
Just to mention one of Jung's teachings, which is also my favorite one:

"Until you make the unconscious conscious, it will direct your life and you will call it fate."

Learn to face your demons, or they will dictate your destiny.
I know so many people that would have benefitted from this more than Greek, including yours truly. 

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Mi sono messa a leggere Jung e non mi fermo più. I suoi scritti sono impressionanti, non solo per il contenuto ma per come trapela l'intelligenza acutissima di quest'uomo. Può formulare risposte concettuali a domande esistenziali che non sono concepibili dalla mente umana

D'altra parte, come me, aveva studiato il Greco Antico. E quando dico "studiato" riferito a me stessa, lo intendo ovviamente in senso lato perché nonostante ci abbia sudato per 5 lunghi anni, nel mio cervello non ha quasi lasciato traccia. 
La mia teoria è che sia tutto stato rimosso dal tedesco. Quel bullo ha mantenuto l'albero greco delle declinazioni, ma ha tagliato via tutti i rami, sostituendoli con parole come Räbelichtliumzug, Sechseläuten o Berufausübungsbewilligung. 

La mia cara compagna di banco del liceo, Michelle (la mia complice di malefatte durante gli anni dell'adolescenza) ha la sfiga pazzesca grandissima fortuna di avere un figlio che ha deciso di studiare anche lui greco (Dio, grazie di non aver incluso il greco nel curriculum delle scuole internazionali, amen). Ebbene, lei sostiene che quando deve aiutarlo a tradurre, il greco LE RITORNA. Il suo cervello deve avere molti più gigabyte del mio. Nel mio caso, non c'è ritorno. Più che di rianimazione, si tratterebbe di riesumazione. 
Nessuna speranza. 

In ogni caso, torniamo a Jung. 
Mi sono appassionata a Jung dopo che mia figlia ha iniziato a mettere su tenda coi suoi amici scout durante il campo estivo nel bellissimo giardino di quella che era stata la sua dimora d'infanzia. Fino a quel momento me lo confondevo con Freud: entrambi nomi corti, con la stessa origine linguistica, attivi nello stesso campo. Un po' come facevo con Stalin e Lenin a storia. 
Ho anche pensato di frequentare dei corsi all'Istituto Jung, ma quelli che permettono di conseguire un diploma sono carissimi e i seminari del fine settimana sono un po' troppo diffusi tra il popolo Birkenstock, lo stesso appassionato anche di omeopatia e assenza di deodorante. 

In ogni caso, trovo estremamente poetico che proprio uno studioso del comportamento umano ospiti nel proprio giardino una truppa di scout in tenda. Me lo immagino che svolazza a mezz'aria tra di loro con il taccuino e la pipa (o era Freud?) prendendo appunti e cercando significati profondi nel loro cagare nel bosco e non lavarsi per due settimane. 

È un vero peccato che un corso di introduzione alla psicoanalisi non sia incluso nel programma della scuola dell'obbligo sacrificando magari un po' di greco. 
Perché dei due ho l'impressione che la prima tornerà più utile del secondo, nell'ordine mondano delle cose. 
Per esempio in questo concetto, che è uno dei miei preferiti, Jung dice:

"Rendi cosciente l'inconscio, altrimenti guiderà la tua vita e tu lo chiamerai destino".

Affronta i tuoi demoni o finiranno col determinare il tuo futuro. 
Conosco tante di quelle persone a cui avrebbe fatto meglio questo, del greco. Inclusa ovviamente a sottoscritta. 


(pic by me, all rights reserved)

Sunday, December 2, 2018

of blogs, interrupted -- sui blog interrotti


When at night I go through expat-blogs, I have fun noticing how some of the bloggers have optimistically named them after the geographical location of what was probably their first international assignment, without imagining that they'd soon be moving on. 
So there is a Swiss-something writing from Wisconsin and a Zürich-something-else writing from Australia. After she's been to Belgium, of course. 
Just to name a few.

But then there is also the dark side
Made up of those  blogs that were flourishing up to their last post and then... nothing, oblivion. 

Last post March 2013

No goodbyes. No explanation. Nothing. 
One day they were describing a bucolic walk immersed in the picture-perfect scenery of some corner of the world and then, without warning, EVANESCO!  the vanishing spell was upon them and they were gone. 

And there are so many of such blogs, what in the world happened to them? What makes one person decide from one day to the other that their adventures are not worth narrating anymore? 

This gives me such expat-angst, you have no idea. 

How did they get lost in the dark folds of expatriate living? 

Are they standing in line at some faraway embassy trying to get their visa to get  out of that country?

Did they get forever lost in translation while visiting homes and schools ahead of their next posting?

Have they spent years on London's Circle Line without knowing how to get out?

Did they fall in love with a handsome local and are now living with him in a hut on the beach, that has no wifi? 

Are they ageing at a lost luggage counter of some airport filling out forms? 

Have they committed harakiri upon learning of the upcoming umpteenth month-long visit of their mother in law?

Have they been run over because they crossed the street forgetting which way the cars were coming from, in their current county of residence? 

Did they get food-poisoned trying some exotic dish?

Has the destiny of Sleeping Beauty befallen them because of a acute case of Jet Lag turned chronic?  

Which one is it? Shall I start writing my last goodbyes?

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Quando di sera cerco expat-blogs, mi diverto a vedere come alcuni bloggers abbiano chiamato il loro blog con un nome inerente alla loro attuale locazione geografica, probabilmente quando erano alla loro prima assegnazione internazionale, senza immaginare che poi ne sarebbero seguite altre. 
E così c'è una pinco-pallino-in-Svizzera che scrive dal Wisconsin, e un'altra cip-e-ciop-a-Zurigo che invece scrive dall'Australia, dopo che ovviamente è passata anche dal Belgio.
Solo per fare due esempi.

Ma c'è anche un lato oscuro
Composto da quei blog che erano floridi fino all'ultimo post e poi... niente... l'oblio.

Ultimo post marzo 2013.

Niente saluti, niente spiegazioni, niente. 
Un giorno stavano descrivendo una passeggiata bucolica immersi nello scenario pittoresco di qualche angolo del mondo e poi, senza preavviso, EVANESCO! l'incantesimo della sparizione li ha beccati e sono scomparsi senza lasciare traccia. 

E ce ne sono davvero tanti di blog interrotti in questo modo. Cosa diavolo gli è capitato? Cosa induce una persona a decidere da un giorno all'altro che le loro avventure non meritano più di essere narrate?

Tutto questo mi riempie di expat-angoscia, non potete nemmeno immaginarvelo.

Come si sono persi nelle pieghe buie  della vita expat?

Sono in fila da anni davanti a qualche strana ambasciata aspettando un visto per ripartire?

Si sono lost in translation visitando scuole e case in vista del loro prossimo trasloco?

Si sono innamorate di un indigeno e adesso vivono con lui in una capanna sulla spiaggia in cui non c'è wifi?

Stanno girando da anni sul Grande Raccordo Anulare senza sapere come uscirne?

Stanno invecchiando compilando moduli per bagagli smarriti in qualche strano aeroporto in giro per il mondo?

Hanno saputo di un'ennesima visita di un mese della suocera e hanno deciso di fare Karakiri?

Sono state stirate da una macchina per aver attraversato senza ricordarsi da che parte si guida in quel paese?

Si sono beccate un'intossicazione alimentare letale provando qualche piatto esotico?

Gli ha colti il destino della Bella Addormentata per colpa di un caso di Jet-Lag acuto, diventato poi cronico?

Qual'è la risposta? Devo forse cominciare a scrivere i miei addii?

(pic by me, all rights reserved)

Saturday, December 1, 2018

of shopping alone -- sul fare compere da solo


When you kid leaves home to study abroad, everyday you find a new way in which you miss him. 
But the pride of seeing him taking care of himself and fending off difficulties, most of the time counterbalances the excruciating emptiness of not having him close by.

So he had a rough week, his wallet got stolen, because having grown up between Switzerland and Japan, he thought it would be safe to leave it in the laundry room of his dorm while he quickly ran upstairs to fetch something in his room. 
Bless his innocent heart. 
It was 2 am when he called me and I was up on my laptop cancelling bank cards and figuring out how to replace his documents, that, true to his TCK past, have been issued in different corners of the world. 
But I didn't feel protective, it was nothing but practical matters.

Then a few days later it was his bike that disappeared from the bike-rack outside the dorm. 
Mind you, it's a pawn-shop bike we bought together when he started university, and it had a proper lock which probably was worth more than the bike itself. But he needs it to go to his lessons. And once again, I reacted full action: told him to get a skateboard instead, so he can bring it inside.
In the end he got his bike back because a friend of his saw it in a sketchy neighbourhood not far from campus. They just went there on a mission to retrieve it. Never mind that they could have gotten shot, but then again, I am ALWAYS the one with the worst case scenario in mind...  
And yet again, it was all soaked in adrenaline, all action, no time for feelings. 

Then yesterday he called me while he was coming back from his lessons on his retrieved bike and told me he was going to buy himself some khaki pants for a semi-formal Christmas party his Fraternity is hosting, and then going for a haircut. 
And suddenly the adrenaline was gone. 
 I realised how big and independent he has become, and the thought of him trying on pants without me outside of his changing room made him seem more vulnerable than any theft. 
It made me break down and I haven't stopped crying since. 

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Quando i tuoi figli vanno via da casa per studiare all'estero, ogni giorno scopri nuovi modi in cui ti mancano. 
Ma l'orgoglio di vederli indipendenti e in grado di occuparsi di sé stessi è così forte che sovente prende il sopravvento o quantomeno controbilancia la malinconia struggente di non averli accanto.

Ha avuto una settimana complicata, gli hanno rubato il portafoglio, perché essendo cresciuto tra il Giappone e la Svizzera, il ragazzo pensa di poterlo lasciare qualche minuto nella stanza lavanderia del suo dormitorio mentre corre in camera a prendere una cosa, e che nessuno glielo tocchi. 
Beata innocenza. 
Erano le 2 del mattino quando mi ha chiamata, e dal letto sul mio laptop cercavo di capire come fare a rinnovare i suoi documenti che da bravo bimbo expat sono stati emessi in vari angoli del mondo.
Ma non avevo istinto protettivo, era soltanto una questione pratica da sistemare. 

Un paio di giorni dopo gli hanno rubato anche la bici, davanti alla casa per studenti dove abita. Fra l'altro è un rottame che abbiamo comprato a un banco dei pegni quando l'ho accompagnato là ed era regolarmente inchiavardato con un lucchetto che probabilmente valeva più della bici, ma gli serve per andare a lezione. E di nuovo ho reagito subito mettendomi in azione, gli ho detto di prendersi uno skate-board, così lo può portare in camera.
Alla fine l'ha ritrovata, un suo amico l'ha vista in un quartiere poco raccomandabile non distante dall'università e sono andati a riprendersela. Ovviamente qualcuno avrebbe potuto sparargli, ma tanto io sono famosa per essere quella che si immagina sempre lo scenario più tragico possibile.
Eppure anche questa disavventura era intrisa di adrenalina, senza sentimentalismi. 

Poi ieri mi ha chiamata mentre tornava da lezione pedalando sulla sua bici recuperata e mi ha detto che stava andando a comprarsi dei pantaloni beige per una festa di Natale semi-formale alla sua Fraternity e poi a tagliarsi i capelli.
E improvvisamente non c'era più adrenalina, solo sentimento. 
L'ho visto così grande e indipendente, e il pensiero di lui che si prova i pantaloni nuovi senza che ci sia io fuori dalla saletta di prova me lo ha fatto apparire più vulnerabile di qualsiasi furto, mi ha completamente distrutta e ancora a adesso non riesco a smettere di piangere. 

(pic by me, all rights reserved)

Wednesday, November 28, 2018

of expat blogs -- sugli expat blogs


Oh the things I do while I wait for my daughter to go to bed. 
She is often up studying late and I never go to bed before her. 
It's a matter of principle. 
She needs to be tucked in and kissed good night (yes, Mom, drop the eye-rolling, she is 16 on the outside but still my baby on the inside) and most of all she must have that magic, reassuring certainty that I am still guarding the nest during that time of extreme vulnerability when you fall asleep the way you fall in love: slowly, and then all at once.
(yes, John Green, I dared)

Anyway, while she is in her room studying I am usually reading, illustrating my blog with awesome watercolours, or browsing the web for expat blogs that will sweep me off my feet.
I went on EXPATSBLOG that features blogs from all over the world, organised by current location of the bloggers. The problem is that since nobody seems to be updating the information, almost all of the expat bloggers classified under a certain location in the meantime have moved! That's the whole point of expat life! It's like going for the aviary at the zoo and finding that the cage has been left open letting all the birds fly away! 

You know, I have been thinking of the right metaphor to use for a couple of days, and I have only come up with bird-themed metaphors. 
(The other one was: classifying expats by their country of residence, is like classifying pigeons by the monuments they poop on) 

Coincidence? I think not! 
How do I know it? Ladies and gentlemen, here is the solution to the psychological riddle:

"Bird spirit is the perfect symbol for freedom." 
It's scary how much sense it makes.

(I put it in quotation marks for drama's sake but I actually just googled MEANING OF BIRDS)

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Mentre aspetto che mia figlia vada a dormire, faccio di tutto. 
Sovente finisce di studiare molto tardi e non vado mai a letto prima di lei.
È una questione di principio. Devo rimboccarle le coperte e darle il bacio della buonanotte (si, Mamma, alza pure gli occhi al cielo. Ha 16 anni ma è ancora la mia bimba piccola) e soprattutto deve avere quella magica e rassicurante certezza che sto ancora vegliando sul nido durante quel momento di estrema vulnerabilità in cui ci si addormenta come quando ci si innamora: piano piano e poi profondamente
(Ebbene si, ho osato storpiare John Green)

Comunque sia, mentre studia in camera sua di solito leggo, dipingo acquarelli meravigliosi per illustrare il mio blog, o navigo su internet in cerca di expat-blogs che mi ispirino.
Sono passata da EXPATSBLOG che raccoglie diversi blog scritti da expat, classificati a seconda del paese da cui scrivono. Il problema è che siccome evidentemente nessuno si prende la briga di aggiornare le informazioni, quasi tutti i bloggers che sono classificati sotto una certa destinazione geografica, nel frattempo sono andati a vivere da un'altra parte!
È l'essenza della vita expat, il movimento continuo. È come andare allo zoo a vedere la voliera e trovarla vuota perché è stata lasciata aperta!

Sono due giorni che penso a che metafora usare e stranamente mi sono venute in mente solo metafore volatili. 
(L'altra se vi interessa era: classificare gli expat a seconda del paese in cui risiedono è come classificare i piccioni a seconda del monumento su cui cagano)

Si tratta di una semplice coincidenza? Non credo proprio. 
Ecco infatti la soluzione a questo enigma psicologico:

"Gli uccelli sono il simbolo perfetto della libertà".
Tutto torna, in modo quasi inquietante.

(L'ho messo tra virgolette per maggiore autorevolezza ma ho semplicemente cercato su google "simbolismo degli uccelli")

(pic, aka "awesome watercolour" by me, all rights reserved)




Monday, November 26, 2018

of radio stations around the world -- sulle stazioni radio in giro per il mondo

So new week, new addiction. 
This has actually been going on for a while: the Radio Garden
It's a webpage that works like Google Maps but lets you zoom in not on places, but on radio stations

You have no idea how cool this is. 

So I am there making our family's traditional Sunday night pizza and my phone is all covered in flour because I keep scrolling, I can't listen to the same radio station for more than 5 minutes, I need to flip through timezones and and discover what tune families in Vancouver are having lunch to, what's playing on my fellow Italians car radios as they are returning home after the weekend, and what melody lovers in Siberia are making middle-of-the-night-love to. 

Then I moved over on to Florida because I've got some family investments over there. 
I started from the north, that still feels the influence of the infamous Bible Belt, and got plenty of information that will serve me well if I never want to sleep ever again in my life: it turns out I should always have some holy water at hand to spray around my home ON A DAILY BASIS in order to keep the creatures of the abyss at bay
Damn. 
So that's why I can't get the chords of Bohemian Rhapsody right, my daughter's room is a mess, my son could have gotten a much better IB score and I can never find a hairband when I am late for tennis: it's the creatures of the abyss that have been operating undisturbed for all these years. 

Having heard enough crappy nonsense culturally enriching information, I moved further south to Miami, a city that I absolutely ADORE, but even there I fell upon a Christian radio station. This one was in Spanish, and boy-oh-boy how different the music was. 
It was still about the Bible, but the Belt was definitely loser, if not coming off altogether. So the pastor said:
  • Husbands need to devote themselves to their women just as Jesus devoted himself to the Church. With complete devotion.
  • That a love too physical is not right, but one too spiritual is just as wrong.

And then this one, which completely won me over in form and content and metaphor chosen:

  • That women are like guitars, if you want music in your relationship, you need to learn how to touch them right
AMEN 

Time to book my next trip to Miami. 

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Nuova settimana, nuova mania.
No, in realtà questa dura già da un po', la Garden Radio
È una pagina web che funziona un po' come Google Maps ma invece di trovare posti, trova stazioni radio

Bellissimo.

Così mentre preparavo la nostra tradizionale pizza della domenica sera avevo il telefono coperto di farina perché continuavo a cambiare paese, non potevo ascoltare la stessa stazione per più di 5 minuti, dovevo cambiare fascia oraria e scoprire cosa stavano ascoltando a Vancouver durante il pranzo, o i miei connazionali mentre rientravano a casa dal fine settimana, o gli amanti in Siberia ancora svegli nel cuore della notte.

Poi mi sono spostata in Florida perché da quelle parti ho degli investimenti di famiglia. 
Ho iniziato al Nord, che è ancora influenzato dalla famigerata Bible Belt (la "cintura della Bibbia", una zona intrisa di conservatorismo e religione), e ho raccolto diverse informazioni molto utili che mi serviranno casomai decida di non voler mai più chiudere occhio per il resto della mia vita: a quanto pare dovrei avere sempre in casa dell'acqua santa da spruzzare QUOTIDIANAMENTE in giro per tenere a bada le creature dell'abisso
Ma che cavolo. 
Ecco perché non azzecco mai gli accordi di Bohemian Rhapsody, la camera di mia figlia è un casino bestiale, mio figlio ha preso un voto di IB così così e non riesco mai a trovare un elastico per i capelli quando sono in ritardo per tennis: sono le creature degli abissi che scorrazzano indisturbate per casa da anni!

Dopo aver sentito cotante stronzate illuminanti informazioni, mi sono spostata più a Sud, per l'esattezza a Miami, che è una città che ADORO, ma anche lì sono finita su una stazione radio cristiana. Ma era in spagnolo, ed era tutta un'altra musica. Erano molto meno abbottonati, a dire il vero la cintura era proprio slacciata del tutto. Il pastore diceva:

  • I mariti devono dedicarsi alle proprie mogli così come Gesù si è dedicato alla chiesa. Con devozione completa.
  • Che l'amore troppo carnale non va bene, ma anche quello troppo spirituale è sbagliato.
E poi questa chicca, che mi ha conquistata per forma, contenuto e scelta della metafora:
  • Che la donna è come una chitarra, se vuoi che ci sia musica nella vostra vita, devi imparare il modo giusto di toccarla. 
AMEN

Ora di prenotare il mio prossimo viaggio a Miami. 

(pic by me, all rights reserved)



Tuesday, November 20, 2018

of midlife crisis -- sulla crisi di mezza età


So my lovely husband told me he dreamt about buying himself such a big motorbike that at traffic lights he had to jump off 'cos he couldn't reach the ground. 
Speaking of which, I just read something about midlife crisis. It was a quote that said:

"Midlife crisis is when you reach the top of the ladder and find that it was against the wrong wall."

I don't know why I got such a bit WTF out of this. 
Perhaps it had to do with the motorbike thing. Or maybe it's because it feels like I did nothing but hold other people's ladders for all these years, I held them firmly in place when they were standing on uneven ground, so that the climb could go on. 

My ladder needs no wall. 
Every expat woman who followed her man around the world knows what I am talking about. It's one of those models that can stand alone, the double ones shaped like an A. 
The wall has changed so often, that we've learned to do without. 

Our ladder can stand in the middle of the desert, of a hurricane, of Times Square, of Christmas with the in-laws and it still won't budge.

I've climbed it up and down so many times that I could do it with my eyes closed, spinning a dish on my nose while juggling 12 tennis balls (and a racquet).

I could tour the world with a circus.

Which come to think of it, is precisely what I have been doing. 

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Mio marito mi ha detto che ha sognato che si era comprato una moto così grossa che ai semafori doveva scendere perché non toccava per terra. Guarda caso avevo appena letto un articolo riguardo alla crisi di mezza età, che diceva:

"La crisi di mezza età è quando raggiungi la cima della scala e ti accorgi che era appoggiata al muro sbagliato".

Non so perché mi ha fatto così incazzare, non so, forse era il sogno della moto.
O forse è perché mi sembra di non aver fatto altro per tutti questi anni se non tenere la scala degli altri, tenerla ben ferma quando il terreno era sconnesso, perché potessero continuare a salire. 

La mia scala non ha bisogno di nessun muro. 
Ogni moglie expat che ha seguito il proprio marito in giro per il mondo sa cosa intendo. È uno di quei modelli a forma di A che stanno su da soli.
Il muro è cambiato così sovente che abbiamo imparato a farne a meno.

La nostra scala sta in piedi nel deserto, in mezzo a un uragano, a Times Square, al Natale coi suoceri, senza fare una piega

Sono salita e scesa così tante volte che potrei farlo con gli occhi chiusi, bilanciando un piatto sul naso mentre faccio il giocoliere con 12 palle da tennis (e una racchetta).

Potrei girare il mondo con un circo.

Che in effetti è esattamente quello che ho fatto

(Pic by me, all rights reserved)

Saturday, November 17, 2018

of the Sharapova in me -- sulla Sharapova che c'è in me


Enough already with Tennis
I know, but next week I've doubled my training hours so it's only going to get worse.

I play with this lovely girl, Jenna, and our handsome trainer, David, and things are a bit unorthodox, which always makes for an awesome time.
First of all when Jenna and I play against each other, David is our ballboy and umpire and  needs to keep saying SILENCE PLEASE not to the public but to us players. 
Secondly, whereas in Tennis the player who serves usually has the upper hand, our games always go to the one who receives because our serves, how should it put it, still need a bit of refining touches (we suck). 

Anyway, by watching hours of tennis on TV and studying the laws of dynamics, I have discovered the two necessary elements for a killer serve:
no, not training diligently and following David's directions to the letter.
But rather: jumping and yelling. That's right! It works! 

Perhaps the jumping increases the inclination of the serve and therefore optimises the angle at which the ball hits the opposite court and the yelling helps the potential energy turn into kinetic one or some other scientific nonsense. 
But to me it just adds that crazy factor that works like magic in making it all so much more fun

So I jump and yell and think of that joke of the guy who turns up the TV whenever Ms. Sharapova is playing, so his neighbours will think that he too sometimes has sex. 

(By the way, I've found that jumping and yelling can be added to any human activity and the increased fun is guaranteed. )

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E basta con 'sto Tennis! 
E invece la settimana prossima ho raddoppiato le ore di allenamento, quindi peggio per voi.

Gioco con Jenna e il nostro allenatore David e le cose non sono proprio come dovrebbero essere, il che naturalmente rende tutto più divertente.
Prima di tutto quando facciamo una partita, David ci fa sia da raccattapalle che da arbitro e deve continuare a dire SILENZIO PER FAVORE, ma non al pubblico, a noi. 
In secondo luogo mentre nel Tennis normalmente chi serve è avvantaggiato, con noi il gioco va sempre a chi riceve, perché il nostro servizio, come posso dire, ha bisogno ancora di qualche rifinitura (fa schifo).

In ogni caso, guardando ore di Tennis alla tele e studiandomi attentamente le leggi della dinamica, ho finalmente capito cosa ci vuole per un servizio perfetto: no, non allenarmi diligentemente e seguire alla lettera le istruzioni di David.
Piuttosto: saltare e gridare. Giuro! Funziona!

Forse il salto aumenta l'inclinazione del servizio e quindi ottimizza l'angolo con cui la palla colpisce il campo avversario e gridare forse aiuta l'energia potenziale a trasformarsi in cinetica, o qualche altra boiata scientifica del genere. Ma secondo me aggiunge semplicemente al gioco quel fattore di follia che magicamente fa diventare tutto più divertente

Così salto e grido e penso a quella barzelletta del tizio che quando gioca la Sharapova alza il volume della tele per far credere ai vicini che anche lui, ogni tanto, scopa. 

(Fra l'altro, ho scoperto che saltare e gridare migliora non solo il servizio ma anche qualunque altra attività quotidiana).

(pic, and serve, by me, all rights reserved)