Tuesday, July 2, 2019

of Die Bachelorette -- sulla Bachelorette


God bless the Bachelorette, or rather DIE Bachelorette, because we are talking about the Swiss version of the match-making program. My daughter and I have been diligently following the program for two months, it's been an amazing tool to discuss with her the dynamics of the dating world. 

Like how silicone has on the male brain the same effect of Magic Mushrooms, triggering hallucinations, sweating, a sense of euphoria and changes in the perception of space and time. 
Or how when men compete for a prize, it's just about the competition and not at all about the prize, it's about prevailing on the other guys, just like buffalos going head to head and blindly trying to kill  each other. 

Week after week, thanks to Die Bachelorette, we had a chance to explore fundamental human evolutionary issues such as: how much tongue is proper on a first kiss? (not too much and not right away), can a man ever wear purple? (under no circumstances), can a six-pack get you through the hardships of life? (absolutely, to knock on wood) and are grammar errors ever forgivable? (NO).

So Andrina was looking for a serious relationship, for a man she could rely on as a lifelong, trusted companion. To move in together, possibly start a family. 

Her choice came down to:

1. Danilo, the Italian family man, hot but a bit shy, the one that never overdid it and played by the aforementioned not-too-much-tongue rule.  

2. Levin, the smiley sporty boy, who did everything to please her, opened doors and pulled out chairs, he said everything she wanted to hear and on occasion wore colors matching Andrina's outfit. 

3. Kenny, the hot buff bastard who looks like Brad Pitt in Legends of the Fall (every woman in my generation never got over Tristan). A player by his own admission, emanating self-confidence from his every pore, confessing with a naughty smirk to having broken countless hearts, with a faint hint about wanting to turn his life around, but maybe not. 

So who did Andrina the serious-relationship girl pick?

Kenny, of course, because just as men can't resist Magic Mushrooms, women will fall for the exciting bastard, because shy and gallant is nice and everything, but nothing beats the player who knows what he is doing.  


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Che Dio benedica la Bachelorette, o meglio DIE Bachelorette, perché sto parlando dell'edizione svizzera del famoso programma televisivo. Mia figlia ed io non ci siamo perse una puntata in due mesi, si è rivelato essere uno strumento fantastico per discutere con lei le dinamiche del corteggiamento. 

Come il fatto che il silicone ha sul cervello maschile lo stesso effetto dei Funghi Magici, causando sudorazione, allucinazioni, un senso di euforia e cambiamenti nella percezione spaziale e temporale. 
O il fatto che quando gli uomini competono per un premio, la loro attenzione è tutta rivolta alla competizione stessa, e non al premio, per primeggiare sugli altri maschi, come dei buffalo che si prendono a cornate cercando di eliminarsi a vicenda. 

Settimana dopo settimana, grazie alla Bachelorette, abbiamo avuto la possibilità di esplorare questioni alla base dell'evoluzione umana come per esempio: quanta lingua è accettabile in un primo bacio? (non troppa e non troppo presto), c'è mai una ragione per cui un uomo possa vestirsi di viola? (mai), possono addominali scolpiti tornare utili nelle difficoltà della vita? (certamente, per toccare ferro), si può perdonare un congiuntivo sbagliato? (NO).

Andrina cercava una relazione seria e duratura, un uomo di cui fidarsi come compagno di una vita e futuro padre dei suoi figli. 

I finalisti erano:

1. Danilo, italiano, uomo di famiglia, figo ma un po' timido, mai esagerato, conoscitore della suddetta regola della lingua. 

2. Levin, sportivo, sempre sorridente che fa di tutto per farle piacere e assecondarla, le apre la porta e sposta la sedia, dice sempre la cosa giusta e occasionalmente indossa gli stessi colori di Andrina. 

3. Kenny, strafigo palestrato e bastardo che somiglia a Brad Pitt nel film Legends of the Fall (le donne della mia generazione non si sono mai completamente riprese da Tristan). Un playboy sicuro di sé che per sua stessa ammissione ha infranto innumerevoli cuori, con una fievole intenzione di voltare pagina, ma forse no.

E chi ha scelto allora la nostra Andrina, la ragazza in cerca di una relazione stabile e duratura?

Kenny, che domande! 

Perché così come gli uomini non possono resistere ai Funghi Magici, le donne cadranno sempre per l'affascinante bastardo, perché buone maniere e sensibilità sono una bella cosa, ma niente può battere il playboy misterioso che sa come si fa

Tuesday, May 21, 2019

of the second half -- sulla seconda metà


WTF, so much turmoil in this little person of mine. 
I once wrote a post about midlife crisis and how I had read a quote that said that "it's when you reach the top of the ladder and realise it was leaning against the wrong wall". What a bunch on senseless crap. This is such a male thing to say, the top of the ladder my ass. Be happy that your ladder had a wall to lean on and you didn't fall flat on your face. And if it was the wrong wall it's because during the climb you were simply too self absorbed to notice where you were going. 

This midlife thing has been popping up everywhere in my life, it's the universe talking to me, it cannot be otherwise. Perhaps it has to do with the fact that I have reached a milestone birthday, or perhaps the universe simply speaks to us when we are finally willing to pay attention. 

So I went to the Carl Jung Institute (new addiction) for a conference and our teacher, out of the blue (she was talking about marriage in mythical stories), said "the second part of your life is when your ego needs to be in service of your self". I obviously raised my hand from my little corner of ignorance (I was the only one present who is not training to become a Jungian analyst) and asked: "aren't ego and self the same thing?" The professor graciously filled me in during the coffee break and explained that the ego is what we consciously know about ourselves, whereas the self is our hidden motivation, our subconscious, authentic self that is in perpetual search for meaning and tries to steer the ego towards our true heart's desires. 


WHY ISN'T THIS TAUGHT IN 1ST GRADE INSTEAD OF ALL THAT USELESS CRAP ABOUT RECTANGULAR PARALLELEPIPEDS AND EUROPEAN RIVERS

If that message in itself had not been loud enough, the following day I was browsing in my favorite bookstore and what book do you think I picked up? 
FINDING MEANING IN THE SECOND HALF OF LIFE, by James Hollis, who by the way is another Jungian Analyst, to confirm the conspiracy.

Skip two days ahead, I am sitting in the car during my usual Uber service to pick up my grumpy teenager n.2 from her dance training at 10pm and listening to one of my favorite podcasts. Who are they interviewing? David Brooks author of THE SECOND MOUNTAIN, which as you've probably guessed by now is: the second half of life.

Ok, universe, I hear you, I am on the path to discover my true self and the deeper meaning of this existence, the mission of moral life I was put on this planet to achieve. 

So I did what anybody invested with such daunting moral responsibility would do: I went out and got a tattoo


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Ma che cavolo, quanto tumulto in questa piccola personcina che sono. 
Una volta ho scritto un post riguardo alla crisi di mezza età e sul fatto che avevo letto una citazione che diceva che "la crisi di mezza età è quel momento in cui raggiungi la cima della scala e ti accorgi che era appoggiata al muro sbagliato". Che colossale stronzata. Questa è una cosa che solo un maschio direbbe, la cima della scala... Ringrazia che avevi un muro a cui appoggiarla e che non sei finito spiaccicato di faccia per terra, e se era il muro sbagliato è solo perché durante la salita eri talmente assorbito in te stesso da non accorgertene prima. 

Questa cosa della "mezza età" continua a spuntare da tutte le parti nella mia vita, è chiaramente l'universo che mi sta parlando, non può essere altrimenti. Forse è per il fatto che ho raggiunto un compleanno importante, o forse perché in effetti l'universo ci parla tutto il tempo, e ce ne accorgiamo soltanto quando siamo finalmente disposti ad ascoltare. 

È successo che mi trovavo all'Istituto Carl Jung (la mia ultima mania) per una conferenza e la relatrice di punto in bianco (la conferenza riguardava il matrimonio nelle storie mitologiche) ha detto: "nella seconda parte della vita, l'ego deve mettersi al servizio del self". Al che ho alzato la mano dal mio piccolo angolo di ignoranza (ero l'unica presente che non sta studiando per diventare analista) e ho chiesto: "ma ego e self non sono la stessa cosa?". Quella santa mi ha preso in disparte durante la pausa e mi ha spiegato che l'ego è quello che consciamente sappiamo di noi stessi, mentre il self è l'inconscio, che secondo Jung è il nostro io più autentico che cerca costantemente di guidare l'ego verso i nostri desideri più profondi, cercando il vero significato della nostra esistenza. 


MA PERCHÈ QUESTE COSE NON SI INSEGNANO IN PRIMA ELEMENTARE INVECE DI TUTTE QUELLE CAZZATE SUI PARALLELEPIPEDI E I FIUMI D'EUROPA

Se quel messaggio non fosse stato abbastanza chiaro, il giorno dopo mentre curiosavo nella mia libreria preferita ho tirato su un libro a caso e indovinate un po' cos'era? CERCANDO IL SIGNIFICATO NELLA SECONDA PARTE DELLA VITA, di James Hollis, che fra l'altro è un analista Jungiano, a conferma del complotto. 

Fast forward due giorni dopo, sono seduta in macchina alle 10 di sera aspettando di portare a casa mia figlia dopo l'allenamento di danza e sto ascoltando uno dei miei podcast preferiti in cui intervistano diversi autori. E a chi tocca? David Brooks, che ha scritto LA SECONDA MONTAGNA, che ovviamente si riferisce alla seconda parte della vita. 

Va bene, universo, ho capito, sono sul cammino che mi porterà a scoprire il mio io più autentico e il significato profondo di questa esistenza e la missione che sono stata mandata su questo pianeta a compiere. 

Così ho fatto ciò che chiunque investito di cotanta responsabilità morale farebbe nella stessa situazione: sono andata a farmi fare un tatuaggio

Wednesday, February 27, 2019

of my love for this country -- dell'amore per questo paese


So this week I got two tickets, one was from the Zürich police and one from Italy. 

The latter one was for a highway toll that I supposedly failed to pay, and it was from September 2016. Strangely though, the payment request came from an unknown private company that, as I discovered after checking it out online, is responsible for managing and collecting tolls for some specific stretches of Italian highways. 
It still didn't feel 100% legit, although I am quite aware of Italy's fondness for fragmentation and unnecessary bureaucratic hurdles. So I looked for more information and ran into some reviews of this company. 
They were not too exciting.
  • Terrible organisation sending you fines for traffic violations you didn't commit. 
  • This is a scammers' organisation.
  • I got a ticket after 3 years from the supposed infraction.
  • Impossible to contact them. If you call they tell you to send an email to which they never reply. 
  • Mafia.
I have of course no way of checking whether or not 2,5 years ago I paid that highway toll. It is not a big amount so I will just go ahead and pay, mainly to avoid the hassle that would ensue from disputing the matter further. Life is too short. And I think this might be precisely the game they play on a bigger scale, perhaps even more so with foreign-plated cars. I wouldn't bee too surprised.


2,5 years, murky, no way of checking

Now let me tell you about the ticket I got from the Zürich police:
We have a yearly Residents' Parking Permit, which allows us to park in our neighbourhood's Blue Zone for unlimited time. This permit needs to be renewed every year in January.
It just happened that I missed the deadline for the renewal (January 15th) by a week, because life was being more bitchy than usual and required my undivided attention. I got the new one on January 21st, one whole week of illegal parking, which didn't go unnoticed: the police promptly sent me a parking ticket. 
But together with the ticket for a week of illegal parking, was a form in which I had a chance to explain why I had committed the infraction. So I wrote back attaching a copy of my new Parking Permit saying that I had inadvertently missed the renewal deadline. 

I sent it on Monday. 
Today, Wednesday, I heard back from the police: my fine was reduced, I only had to pay for one hour of illegal parking. A symbolic fine. 


2 days, straightforward, common sense.

And that, my friends, is the difference between living in Switzerland and living in Italy, my home country: the feeling that law abiding citizens are dealing with a fair and benevolent authority, not a despotic thug always finding new ways to corner you and rob you. 


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Questa settimana ho preso ben due multe, una dalla polizia di Zurigo e una dall'Italia. 

La seconda era per un pedaggio autostradale che nel settembre del 2016 secondo loro non avevo pagato. Stranamente la richiesta di pagamento veniva da una compagnia privata mai sentita, che, secondo quello che ho trovato online, è responsabile per la riscossione dei pedaggi di alcune tratte di autostrada. 
Ancora non ero convinta, nonostante conosca bene la passione italiana per la frammentazione e le complicazioni inutili. Allora ho ricercato ancora un po' e mi sono imbattuta in alcune recensioni su questa organizzazione. Non erano esattamente esaltanti:
  • Organizzazione pessima che manda multe per infrazioni non commesse.
  • Organizzazione fraudolenta.
  • Ho ricevuto una multa 3 anni dopo la presunta infrazione.
  • Impossibile contattarli, se telefoni ti dicono di mandare mail a cui non rispondono.
  • Mafia.
E allora che fare? Non posso assolutamente ricordarmi le circostanze in cui 2 anni e mezzo fa possa avere o non avere pagato quel pedaggio. Non è una grossa cifra, e allora la pagherò, più che altro per evitarmi la grana e la perdita di tempo di contestarla. E questa è forse precisamente la loro strategia su larga scala, specialmente con le macchine con targa straniera. Non sarei troppo sorpresa.


2 anni e mezzo, faccenda poco chiara, impossibile rivalersi.

Adesso invece vi racconto della multa che ho ricevuto dalla polizia di Zurigo
Abbiamo un permesso per residenti annuale con cui possiamo parcheggiare la macchina nella Zona Blu del nostro quartiere per tempo illimitato. Questo permesso va rinnovato in gennaio, entro il 15, ma quest'anno è successo che siccome la vita in quel periodo era particolarmente rompiscatole, ho mancato la scadenza di una settimana. Un'intera settimana di parcheggio illegale che non è passata inosservata, e difatti ho ricevuto prontamente la multa. 

Ma insieme alla multa c'era un modulo in cui potevo spiegare le ragioni dell'infrazione, infatti ho subito scritto allegando una copia del nuovo permesso, spiegando che si era trattato di una svista. 
Ho imbucato la busta lunedì pomeriggio. 
Oggi, mercoledì mattina, ho ricevuto la risposta: la multa mi è stata ridotta a un'ora di parcheggio non pagato. Una multa simbolica.


2 giorni, buon senso, trasparenza. 

E questa ragazzi miei è la differenza tra vivere qui in Svizzera e vivere in Italia, il mio povero, disgraziato paese.  La sensazione che i cittadini per bene hanno a che fare con un'autorità giusta e benevola, e non con un'associazione a delinquere che cerca di fotterti

(awesome watercolour by me, all rights reserved)

Sunday, February 24, 2019

of finding meaning -- sul ritrovare il senso


I am truly trying to wean myself off the subject of Expats. Because it seems like there is not much left to say, really. One day I will stop talking about it. 
But not until I feel that it's still such an unresolved matter. 

I follow a few Expat FB pages and I read with tender compassion the posts of 1st-time expats asking for help on how to figure everything out. I read admiration and a sense of sisterhood the many posts describing the struggle of moving kids to a new country-school-language, of figuring out how everything works in that place you just moved to, although you cannot even pronounce it right. I know exactly how it feels. Then there are those dealing with a sudden emergency at home, who have to organise an intercontinental trip with small kids in less than 24 hours. Those trying to smuggle their Christmas decorations in the container by labelling the boxes "art supplies" or "garden lights" if they are moving to the Middle East. 

But then there is the sudden post by that narcissistic bitch that gives Expats a dubious reputation for writing things like:
"My son prefers the company of a kid who belongs to the royal Saudi family to the child of a Burmese general."
Why, for God's sake, why?
To whoever might not be familiar with Expat dynamics: those who make it sound the most glamorous, are also the ones that allow the producers of Prozac and Ritalin to make their best profit.  
I wanted to comment "Get out or I'll kill you", as Freddy Mercury tells John Reid when he fears he's breaking up the band (I know Bohemian Rhapsody by heart and it'd better win that Oscar tonight).
You don't break up the Expat band by being a bitch about your perceived privilege. Get out. 

This came just as I was pondering another unresolved Expat issue, namely the burning desire most expat wives have to go back to work as soon as they can, even though their husband is usually taking care of the family's finances quite well. 
If the elements of novelty and challenge (supposedly the stuff happiness is made of) are more than satisfied by expatriate living, what is missing from the equation is often MEANING. Where is that bastard? Where to find it? 
Is it in voluntary work? Kind of. In learning a new language? To a certain extent.

But then navigating my new obsession with clinical psychology, I ran into the answer I was looking for, from the work of Lev Vygotskij, who theorised the concept of ZONE OF PROXIMAL DEVELOPMENT. 
Meaning lies on the border between being competent and pushing yourself enough so that you are developing yourself and moving forward.
The key is in the word COMPETENT, because expatriate living throws new challenges at you at such a rate, that you don't ever become competent at anything you do. It makes you hit the reset button so many times that you cannot really reach mastery in any project you might have pursued while on the go. 
I wrote it in my book, although with a less clear idea of what it meant: I said I felt like a master of mediocrity, or like the Japanese saying goes:
TAGEI WA MUGEI, many skills, no skills. 

We don't look for money in our strongly missed, abruptly interrupted career (although a certain financial independence surely feels refreshing), WE LOOK FOR MEANING THROUGH COMPETENCE

That is exactly it. 

(I have another post about going back to work brewing in my head, stand by, it's coming)

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Sto veramente cercando di smetterla con questi post sugli Expat, perché ormai cos'altro c'è da dire? Un giorno chiuderò definitivamente l'argomento. Ma non finché sento che è ancora così poco chiaro. 

Seguo diverse pagine di FB per Expat e leggo con tenerezza i post delle Expat principianti, alla loro prima assegnazione internazionale, che si chiedono come risolvere perfino le questioni più semplici. Con ammirazione e un senso di sorellanza i post di quelle mamme che hanno a che fare con cambiamenti di paese-lingue-scuole per i loro piccoli e hanno mille dubbi, o che cercano di far funzionare la famiglia appena trasferita in un posto che non sanno nemmeno ancora pronunciare. So esattamente di cosa parlano. Poi ci sono quelle colpite da un'emergenza improvvisa a casa, che devono organizzare un rientro intercontinentale con bambini piccoli a carico in meno di 24 ore. E quelle che cercano di contrabbandare le decorazioni natalizie nel container scrivendo sulle scatole "arte" o "luci da giardino", se si stanno trasferendo nel Medio Oriente. 

Ma poi ecco che appare un post scritto da qualche stronza narcisista che rovina la reputazione di noi expat scrivendo cose come:
"Mio figlio preferisce giocare col bambino imparentato con la famiglia reale saudita che col nipote del generale birmano".
Ma che cavolo, PERCHÈ??
Per chiunque non conosca bene le dinamiche Expat: quelli che si vantano di star vivendo l'esperienza più fantasmagorica della loro vita e se la tirano senza sosta, sono quelli che poi permettono ai produttori di Prozac e Ritalin di fare i loro migliori incassi. 
Volevo risponderle: "Esci prima che ti ammazzi" come dice Freddy Mercury a John Reid quando questi mette in dubbio l'unità della band (si, so Bohemian Rhapsody a memoria e stasera deve vincere l'Oscar!). Non intacchi la reputazione della Expat band blaterando cose senza senso sui tuoi presunti privilegi. Esci. Goodbye

Questo è successo mentre stavo ponderando un'altra questione Expat che resta irrisolta, cioè il desiderio bruciante che le mogli Expat hanno di tornare a lavorare appena possibile, anche se di solito il marito guadagna abbastanza bene per entrambi. 
Gli elementi di novità e sfida (fondamentali, a quanto pare, per essere felici) nella vita expat abbondano, quello che manca dall'equazione è il SENSO, il significato. E dove cavolo si trova questo stronzo? Dove andare a cercarlo? Nel volontariato? In parte. Nell'imparare una nuova lingua? Fino a un certo punto. 

Ma poi mentre navigavo la mia nuova ossessione per la psicologia clinica, mi sono imbattuta nella risposta che cercavo, è venuta da Lev Vygotskij che ha teorizzato la ZONA DI SVILUPPO PROSSIMALE.
Si trova un senso a quello che si fa, quando si sta sul confine tra l'essere competenti e lo spingerci oltre, allo scopo di poterci sviluppare e crescere. 
La parola chiave è dunque COMPETENZA, perché la vita expat ti lancia addosso nuove sfide con frequenza così incalzante, da impedirti di diventare mai veramente competente. Ti fa schiacciare il bottone RESET così tante volte, che non arriverai mai a completare nessuno dei tuoi progetti. L'avevo scritto anche nel mio libro, anche se con un'idea meno chiara sul significato: che ero un'esperta di mediocrità, o come dicono i giapponesi TAGEI WA MUGEI: tanti talenti significa nessun talento. 

Non è l'aspetto economico, la molla (anche se l'indipendenza economica non è certo da sottovalutare), CERCHIAMO NEL RITORNO AL LAVORO QUEL SENSO DI COMPETENZA CHE DIA FINALMENTE UN SIGNIFICATO AI NOSTRI SFORZI. 

Esattamente questo. 

(awesome watercolour by me, all rights reserved)










Saturday, February 23, 2019

of the consolation prize -- sul premio di consolazione


I anyway have further proof that Spanish is the best language in the world. I left this anecdote out in my last post because there was already enough food for thought. 

So I was watching a television program in Spanish, it was showing surreal court cases of people with peculiar stories who found themselves in unusual circumstances (freaks). In this particular case, a husband was arguing that his wife had to stop using her CONSOLADOR

Having studied Latin and being therefore a world class expert in the etymology of words, I knew exactly what they were talking about:

To console, from the Latin word consolari: to comfort someone at a time of grief or... disappointment

The woman must have had a kind of Linus blanket she couldn't give up even though she was all grown up and married. 
So unreasonable! 
That poor husband. 

Then I double checked on Google 'cos they were making such a big deal of it!

OOPS
That poor wife. 

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Ho comunque le prove che lo spagnolo è la migliore lingua al mondo.
Ho omesso questo aneddoto nel mio ultimo post perché c'era già abbastanza da riflettere. 

Allora, una sera guardavo un programma televisivo in spagnolo di quelli che fanno vedere casi in tribunale in cui sono coinvolte persone con storie particolari in circostanze dubbie (dei pazzi completi). In questo caso specifico, un marito citava la moglie perché smettesse di utilizzare un CONSOLADOR

Avendo studiato latino ed essendo un'esperta mondiale nell'etimologia delle parole, sapevo esattamente di cosa si trattava:

Consolare, dal latino consolari, composto di con (insieme) e solari (confortare).
Confortare qualcuno in un momento di dolore o... delusione.

La moglie di quel tizio doveva avere una specie di coperta di Linus a cui non voleva rinunciare, nonostante fosse già adulta e sposata.
Davvero irragionevole.
Povero marito.

Poi per scrupolo ho controllato su Google perché continuavano a discutere.

OPS
Povera moglie. 


(awesome watercolour by me, all rights reserved)


of Frida and Shakira -- su Frida e Shakira


Although the Spanish language is tied to a very difficult time in my life when I lived in Panama, I still love it. To me it's the perfect language for a drink with friends, it's got that "who cares, let's party" feeling, maybe because of its natural musicality. 

I had the same feeling about the Thai language, when we lived in Bangkok, with the only tiny difference that apart from taxi directions (right, left, stop) I couldn't understand a word. 
But everything sounded like "let's kick off our shoes and have a cocktail on the beach".

Anyway, I love Spanish and I love Frida Kahlo and her perfect poem:

Mereces un amore que se lieve las mentiras, 
que te traiga la ilusión
el café y la poesia.

(you deserve a love that will take away the lies, bring you illusion, coffe and poetry)

So today as I was driving my puberty-possessed child to one of her many weekend commitments, we were listening to a song by Shakira and the lyrics said:

Yo no pido nada extraordinario
solo un hombre de verdad
que se tire por mi al barro
que cambie las bombillas o hasta que me lave el carro
Quiero un tipo atento y cariñoso, pero que no sea muy celoso
Que en la calle sea un principe 
pero que en mi cama sea salvaje y peligroso.

(I don't ask for anything exceptional, just a real man who will throw himself in the mud for me, change the lightbulbs and even wash my car.
I want a guy who is attentive and loving but not too jealous, that is a prince on the street but a dangerous savage in my bed)

Where is the romance? 


Perhaps the titles say it better than the lyrics:

Frida's is Mereces un amor, you deserve a love, while Shakira sings Perro fiel, faithful dog. 

Have we come a long way or gone too far? I don't know, you be the judge.

But somehow I think my possessed teenager should listen carefully to both. 


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Nonostante lo spagnolo sia una lingua legata a un periodo molto difficile della mia vita, quando vivevo a Panama, continuo ad amarla. È la lingua perfetta per uscire a bere qualcosa con gli amici, ha quel non so che di "ma si, dai, chissenefrega", forse a causa della sua innata musicalità. 


Anche il tailandese, quando abitavamo a Bangkok, mi dava la stessa impressione, solo che lì a parte tre parole usate coi tassisti (destra, sinistra, stop!) non capivo un tubo.

Ma qualsiasi cosa mi dicessero suonava come "ora di un cocktail sulla spiaggia, a piedi nudi". 

In ogni caso, amo lo spagnolo e amo Frida Kahlo e la sua poesia perfetta: 


Mereces un amore que se lleve las mentiras, 
que te traiga la ilusión
el café y la poesia. 

(Meriti un amore che porti via le menzogne, che ti doni l'illusione, il caffè e la poesia)


Oggi ero in macchina che accompagnavo la mia teenager posseduta dal demonio dell'adolescenza a uno dei suoi tanti impegni del fine settimana e ascoltavamo alla radio una canzone di Shakira. Diceva:


Yo no pido nada extraordinario
solo un hombre de verdad
que se tire por mi al barro
que cambie las bombillas o hasta que me lave el carro
Quiero un tipo atento y cariñoso, pero que no sea muy celoso
Que en la calle sea un principe 
pero que en mi cama sea salvaje y peligroso.

(Non chiedo niente di eccezionale, solo un uomo che per me si butti nel fango, cambi le lampadine e mi lavi anche la macchina. 
Voglio un tipo che sia attento e affettuoso ma non troppo geloso, che per strada sia un principe ma a letto selvaggio e pericoloso)

Romantico?


Forse i titoli delle due opere sono ancora più chiari dei testi:

Frida scrive Mereces un amor, meriti un amore, mente Shakira canta Perro Fiel, cane fedele. 

Ne abbiamo fatta di strada o abbiamo esagerato? Non lo so, giudicate voi.

Ma sono convinta che la teenager posseduta farà meglio ad ascoltarle bene entrambe. 

(awesome watercolour by me, all rights reserved)








Monday, December 3, 2018

of Jung -- su Jung


I have been reading Jung a lot. 
His writings are daunting, not just because of the content itself, but because the guy was so incredibly smart, it's scary. He can conceptualise answers to questions that are not fit for the human brain

But then again, like me, he studied Ancient Greek. When I say "study" here referred to myself, I use it of course in a broad sense, because even though I laboured for 5 long years over it, it has left behind nothing but a very faint trace. 
I believe it's all been pushed off my braincells by German. That bully kept the trunk of the Greek tree: the declinations, but trimmed off all the Greek branches and replaced them with words such as Räbelichtliumzug, Sechseläuten or Berufausübungsbewilligung

My dear school friend Michelle (more like an accomplice in mischief during our teenage years) who is cursed blessed with a child who also chose to study Ancient Greek (God, thank you for not including it in the International School curriculum, amen), tells me that when she had to help him with school work, IT CAME BACK
Her brain must be equipped with more gigabytes than mine. In my case there is no coming back. More than a CPR it would be like an exhumation. 
Hopeless. 

Anyway, back to Jung. 
I got interested in Jung after my wild teenager started spending her scout summer camp setting up tent with her crew in the beautiful garden of what was Jung's childhood home. Up to that point I very much confused him with Freud, both in the same field, both short names with the same origins, sort of like Lenin and Stalin in history class. 

I got so much into his writings, that I even considered taking some classes at the Jung institute. The problem is that courses that will actually lead to a diploma are CRAZY expensive, and the weekend retreats are very popular among the Birkenstock crowd, which is attracted by such things as well as by homeopathy and lack of deodorant. 

Anyway, I think it's mighty poetic that such a scholar of human behaviour would have a bunch of scouts setting up tents in his garden. 
I can imagine him hovering above with his notebook at hand and his pipe (or was that Freud?) finding meaning in their random pooping in the woods and not showering for 2 weeks. 

It's a pity that an introduction to psychoanalysis is not included in compulsory education with less, for example, Ancient Greek. 
Because out of the two I have a feeling that the former will come in handier than the latter, whilst dealing with the mundane order of things. 
Just to mention one of Jung's teachings, which is also my favorite one:

"Until you make the unconscious conscious, it will direct your life and you will call it fate."

Learn to face your demons, or they will dictate your destiny.
I know so many people that would have benefitted from this more than Greek, including yours truly. 

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Mi sono messa a leggere Jung e non mi fermo più. I suoi scritti sono impressionanti, non solo per il contenuto ma per come trapela l'intelligenza acutissima di quest'uomo. Può formulare risposte concettuali a domande esistenziali che non sono concepibili dalla mente umana

D'altra parte, come me, aveva studiato il Greco Antico. E quando dico "studiato" riferito a me stessa, lo intendo ovviamente in senso lato perché nonostante ci abbia sudato per 5 lunghi anni, nel mio cervello non ha quasi lasciato traccia. 
La mia teoria è che sia tutto stato rimosso dal tedesco. Quel bullo ha mantenuto l'albero greco delle declinazioni, ma ha tagliato via tutti i rami, sostituendoli con parole come Räbelichtliumzug, Sechseläuten o Berufausübungsbewilligung. 

La mia cara compagna di banco del liceo, Michelle (la mia complice di malefatte durante gli anni dell'adolescenza) ha la sfiga pazzesca grandissima fortuna di avere un figlio che ha deciso di studiare anche lui greco (Dio, grazie di non aver incluso il greco nel curriculum delle scuole internazionali, amen). Ebbene, lei sostiene che quando deve aiutarlo a tradurre, il greco LE RITORNA. Il suo cervello deve avere molti più gigabyte del mio. Nel mio caso, non c'è ritorno. Più che di rianimazione, si tratterebbe di riesumazione. 
Nessuna speranza. 

In ogni caso, torniamo a Jung. 
Mi sono appassionata a Jung dopo che mia figlia ha iniziato a mettere su tenda coi suoi amici scout durante il campo estivo nel bellissimo giardino di quella che era stata la sua dimora d'infanzia. Fino a quel momento me lo confondevo con Freud: entrambi nomi corti, con la stessa origine linguistica, attivi nello stesso campo. Un po' come facevo con Stalin e Lenin a storia. 
Ho anche pensato di frequentare dei corsi all'Istituto Jung, ma quelli che permettono di conseguire un diploma sono carissimi e i seminari del fine settimana sono un po' troppo diffusi tra il popolo Birkenstock, lo stesso appassionato anche di omeopatia e assenza di deodorante. 

In ogni caso, trovo estremamente poetico che proprio uno studioso del comportamento umano ospiti nel proprio giardino una truppa di scout in tenda. Me lo immagino che svolazza a mezz'aria tra di loro con il taccuino e la pipa (o era Freud?) prendendo appunti e cercando significati profondi nel loro cagare nel bosco e non lavarsi per due settimane. 

È un vero peccato che un corso di introduzione alla psicoanalisi non sia incluso nel programma della scuola dell'obbligo sacrificando magari un po' di greco. 
Perché dei due ho l'impressione che la prima tornerà più utile del secondo, nell'ordine mondano delle cose. 
Per esempio in questo concetto, che è uno dei miei preferiti, Jung dice:

"Rendi cosciente l'inconscio, altrimenti guiderà la tua vita e tu lo chiamerai destino".

Affronta i tuoi demoni o finiranno col determinare il tuo futuro. 
Conosco tante di quelle persone a cui avrebbe fatto meglio questo, del greco. Inclusa ovviamente a sottoscritta. 


(awesome watercolour by me, all rights reserved)