Sunday, September 18, 2016

Of the F-word -- Sulla F-word

So I got caught up in a discussion on another blogger's page about the fact that according to her, who is an adoptive mother, no adoptee should ever be called the F-word, fortunate, or lucky.
This is because it's a reductive and offensive term (and I know this well, because my mom uses it constantly to remind me of how I beat the odds and found a husband who puts up with me), and because adopted kids have been through abandonment, and calling them lucky denies this tragic truth.
I got out of the discussion after a while, because, admittedly, I know nothing about the psychology that surrounds adoption and didn't want to sound insensitive.
But isn't that really what luck is all about? That spitting in the face of destiny in overcoming the most adverse circumstances? Isn't that like winning at the lottery of life, if you find a family that surrounds you with love?
To further stress her point, the adoptive mom went on to ask non-adoptive parents, how many times THEIR kids have ever been called lucky.
I cannot certainly speak for the world, but I can speak from my own experience and can honestly say: plenty of times. Mostly for things related to their expatriate-status, such as moving smoothly between languages they never struggled to learn or having been living on three continents by the time they were four. And having visited Hawaii.
But not just that. Actually the time I remember most vividly is when my mother in law was visiting us, many years ago and she watched me reading the same book a million times to my child's request, doing all the voices, and the accents and even making up songs along the way while we were stuck at home because he was sick.
And my mother in law used the F-word.
And this is a woman who had only (kind of) complimented me one other time in her life, and that's when we told her we were getting married, and since my husband lived in Bangkok at the time, she had expressed her relief for the fact that I was saving him from a grim future of venereal diseases.

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Mi sono trovata coinvolta in una discussione su una pagina di un'altra blogger che è una madre adottiva. La discussione riguardava il fatto che secondo lei non si dovrebbe MAI usare la F-word riguardo ad un bambino adottato. Fortunato.
Questo è perché non si può ridurre l'intera esistenza di una persona alla fortuna (e questo io lo so bene visto che mia mamma mi ricorda di continuo che botta di culo immane io abbia avuto a trovare un marito che mi sopporti), ed inoltre perché i bambini adottati hanno comunque un vissuto di abbandono che non si può rinnegare.
Sono uscita dalla discussione dopo un po' perché non sapendone assolutamente niente della psicologia che circonda le adozioni, non volevo dire qualche cazzata in più del solito e apparire insensibile.
Ma mi chiedo: non è proprio questa l'essenza della fortuna? Quello sputare in faccia al destino che ti ha servito un piatto pieno di sfiga?
Non è come vincere alla lotteria della vita, trovare una famiglia che ti circonda d'amore?
Questa mamma adottiva, ha anche chiesto in modo un po' provocatorio, quante volte dei bambini non adottati sono mai stati chiamati fortunati.
Be' io posso parlare soltanto per la mia esperienza, e posso dire tranquillamente: tantissime volte!
Sovente per cose legate allo status expat dei miei figli, tipo il passare con nonchalance da una lingua all'altra senza aver mai dovuto fare nessuno sforzo per impararle. Oppure per il fatto che prima di compiere 4 anni avevano già vissuto su tre continenti. Ed erano perfino stati alle Hawaii.
Ma non é solo questo. A dire il vero, la volta che mi ricordo meglio di aver sentito la F-word riferita a mio figlio, è stato un giorno che mia suocera era venuta a trovarci ed ha assistito a ore ed ore di lettura dello stesso libro, su richiesta di mio figlio che avrà avuto tre anni, con tutte le voci e gli accenti e anche qualche canzoncina inventata, un pomeriggio che eravamo bloccati in casa perché il piccolo aveva la febbre.
E mia suocera era tutta una F-word. Non la smetteva più.
E questa è una donna che mi ha fatto un'altra specie di complimento una volta sola nella sua vita. Quando le abbiamo detto che ci saremmo sposati e visto che mio marito a quel tempo abitava a Bangkok, lei mi ha espresso tutto il suo sollievo di fronte al fatto che lo avrei salvato da un tragico futuro di malattie veneree.

2 comments:

  1. Ciao Bean,
    Grazie di cuore. Davvero, ti ringrazio perche ho visto da Alice il tuo commento cancellato sotto al mio e mi chiedevo come mai. Ho sperato che fosse per quello che hai scritto nel primo paragrafo di questo post, che non sapendone molto, aggiungerei io non avendo esperienza vissuta, hai preferito tacere. Io lo trovo un segno di enorme umiltà e attenzione all'altro. Di nuovo, ti stimo e ti ringrazio per questo.

    Riguardo al tuo post, sono d'accordo con te. E io sono la prima a considerare il Sig Tenace fortunato per alcuni aspetti della sua vita: e' fortunato, come lo siamo noi come famiglia, a vivere a Montreal e non a Biella, dove non avrebbe tante altre persone che gli assomigliano se non "i cinesi" che gestiscono i ristoranti; e' fortunato che l'asilo piu' multiculturale e multirazziale della citta' abbia avuto un posto libero proprio quando serviva a noi; e' fortunato ad avere una passione per le ruspe proprio in un posto in cui l'estate e' chiamata "construction work season". E immagino che ogni genitore trovi queste fortune nei propri figli.

    Quel che invece continuo a dubitare e' che i figli dei genitori biologici si sentano dire "che fortunato ad avere questi genitori!" con la stessa frequenza con cui se lo sente dire il Sig. Tenace.
    Parlandone l'altra sera il Teodolindo mi ha fatto questa metafora:

    "Sai quella riunione ultra mega importante? Andando al lavoro in bici ha iniziato a piovere e una macchina mi ha completamente lavato. Me e il mio bellissimo completo di Boggi che mi sta alla perfezione. Al lavoro ho trovato nell'armadietto un paio di pantaloncini corti e una maglietta e li ho messi e cosi' vestito sono andato alla riunione dove tutti gli altri mi hanno guardato strano, qualcuno di scambiava occhiate divertite e io mi sono sentito a disagio per la maggior parte del tempo. Poi uno mi ha detto "Che fortuna che hai trovato i pantaloncini e la maglietta!". L'avrei mandato a cagare."

    Ecco. Io amo il Teodolindo :)

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  2. Cara, ti ringrazio per lei tue parole e quando ho visto che avevi commentato ho tremato perché pensavo mi avresti fato una megalavatadicapo! Vorrei mordermi la lingua ma invece ti dico che...il signor Tenace aveva i pantaloncini e la maglietta di fortuna e adesso indossa un bellissimo completo di Boggi!!!! Che fortunaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!! (però adesso anch'io amo il Teodolindo, e come facciamo?)

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