Wednesday, September 21, 2016

Of the Bold and the Beautiful and grandmas -- Su Beautiful e le nonne


There are a few blogs I follow that I really like and whenever I get a notification about a new post, I am as excited as when I was a bout to watch a new episode of The Bold and The Beautiful.

I was still in high school when this sitcom started playing on TV in Italy and I'd watch it with my Grandma, I went to her home after lunch for coffee and we'd sit on her green sofa in anticipation to see who Ridge Forrester would be shagging this time around.

When I later moved to the US with my husband, the episodes they played on TV were a couple of seasons ahead, so I would diligently send updates to my Grandma by writing her weekly letters about whose baby that actually was or who would lose his or her  memory by falling down the stairs. 
She would then share this information with her friends in Italy and be the most popular Grandma on the block.

I thought about this today as I pondered my last post, the one about adopted kids, because my mind tends to create weird connections that at least to me make a lot of  sense. I thought of how the adoptive moms I spoke to, all seem to somehow believe that they are surrogates of the original mom. That their family is a kind of makeshift arrangement that replaces the real thing that was wrongfully denied to their little ones.

I often felt the same way about expatriate living, which sometimes does feel like a shiny surrogate of real life. And I have wondered how much good it would be for my kids to have visited so many places and to be fluent in so many languages, when the real thing was actually denied to them: watching The Bold and the Beautiful with their Grandma after lunch.

And also, just like with adoptive kids, I hate being told that I am lucky. Lucky to be living la vida loca abroad. Lucky my ass, I always think. 
There's been so much I had to give up along the way.

The thing is that there is no such thing  as a makeshift situation. 
It's all real life. It's just that everything has a price. Every choice and situation is in part the result of destiny's secret plans and clever tricks and there is just no point or time to constantly dwell on what has been given up for us to be where we are.

I happened to watch an episode of The Bold and the Beautiful a few days ago. I had a hard time recognising Ridge because admittedly he is now played by a different actor (and also, he spoke German). His current wife just had a baby whose father is actually Ridge's grown-up son (obviously had with another woman). I wish I could tell my Grandma, she'd love it. 
She'd share this juicy information with her friends and be the most popular Grandma in heaven.

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Ci sono alcuni blog che seguo assiduamente e quando ricevo una notificazione riguardo ad un nuovo post, mi precipito a leggerlo con la stessa emozione di quando stava per iniziare un nuovo episodio di Beautiful.

Quando hanno cominciato a farlo vedere su canale 5, io ero ancora al liceo e lo guardavo con mia nonna, andavo da lei dopo pranzo a bere il caffè e ci sedevamo sul suo divano verde per vedere quale donzella Ridge si sarebbe scopato questa volta.

Quando anni più tardi mi sono trasferita negli Stati Uniti con mio marito, potevo vedere gli episodi di Beautiful di due stagioni dopo, così scrivevo aggiornamenti settimanali a mia nonna per informarla su  chi fosse in realtà il padre del nuovo bambino o chi sarebbe caduto dalle scale perdendo la memoria. E lei poi se la tirava raccontandolo alle sue amiche ed era la nonna più invidiata del quartiere.

Mi è venuta in mente questa cosa oggi mentre ripensavo all'ultimo post che ho scritto, quello riguardo alle adozioni, perché la mia mente a volte crea delle connessioni strane che però per me hanno senso. Ho ripensato a come le mamme adottive con cui ho parlato, dessero l'impressione di pensare di essere un po' dei surrogati delle mamme originali. Che la loro fosse una famiglia un po' di ripiego, che rimpiazza quella vera che è stata ingiustamente negata al piccolo.

Ebbene, io spesso ho avuto questa stessa sensazione riguardo al vivere all'estero, che a volte mi sembra un surrogato tirato a lucido della vita vera. E mi sono chiesta che vantaggio avessero mai i miei figlie ad aver visitato tanti posti e parlare tante lingue, se poi non hanno mai potuto vivere la vita vera: guardare Beautiful con la loro Nonna dopo pranzo.

E anch'io, come notava quella mamma adottiva, odio che mi si dica che sono fortunata: fortunata un cazzo, perché è stata una scelta pagata con tantissime rinunce.


Il fatto è che non c'é nessuna soluzione di ripiego: è tutta vita vera. Ma ovviamente ogni cosa ha un prezzo. Ogni nostra decisione è in realtà in parte il risultato dei programmi segreti del destino e non si può continuamente chiedersi il perché e il percome abbiamo rinunciato a questo e non a quello, perché la vita passa veloce e non torna più.

Qualche giorno fa ho acceso la tele e per caso c'era un episodio di Beautiful. Ci ho messo un po' a riconoscere Ridge, primo perché parlava tedesco e secondo perché era interpretato da un altro attore. La sua moglie del momento aveva appena avuto un bambino, il cui padre in realtà è il figlio adulto di Ridge (ovviamente avuto da un'altra). Che figata. Vorrei poterlo dire a mia nonna, se la tirerebbe con le sue amiche e sarebbe la nonna più invidiata del paradiso.



1 comment:

  1. Esatto. Non esistono "E se fosse...". Esiste la realtà con cui viviamo ogni giorno.
    E forse il tuo paragone del sentirti dire di essere fortunata a vivere all'estero e' l'esempio più vicino a quello che percepiamo noi quando viene detta quella frase ai nostri figli. Fortunato un cazzo, perche ha comportato tantissime rinunce. Chapeau.

    Sulle madri adottive-madri biologiche arrivera' un post o forse anche più di uno. Alice ed io ne stiamo parlando. O meglio, "ciacolando su whatsapp" . :)

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