Thursday, June 9, 2016

It was the summer of 69 -- It was the summer of 69


With 5 concerts under my belt, I can say that Bryan Adams is the singer I have seen perform live the most. 
The first time it was in Milan in 1994 when I was still in university. Bryan is a mega-fantastic-superstar but let's face it, he's no spring chicken. And that's why as soon as I knew he was coming to Zürich for his GET UP tour, I got myself two tickets, fearful as I am that sooner or later e will announce his retirement from the live scene, a tragedy of such magnitude that I cannot even begin to imagine. 
But I must say that being vegan, at 57 Bryan Adams looks a-fucking-mazing, which prompted me to immediately start feeding tofu to my husband at any given chance.

Anyway, just recently while going through some old stuff I had come across the Reckless Tape I had bought in London when I was 14, at a mega record-store in Oxford Street, a clear sign from above, which helped me devise a perfect plan: I would go to the concert with my daughter who is now exactly 14, and in order to properly introduce her to a lifetime of live concerts, I decided to do things right and go full groupie.


So, last Thursday, there we were, already standing outside of the Hallenstadion 5 hours before the concert, I even excused her from school telling her teachers she was "not well". And don't be all judgemental about my parenting now, even my mom has nothing to say about this (perhaps because I didn't tell her).


Three hours later the doors opened and we ran like Karl Lewis going for gold, elbowing everyone in our way, fearless, with no mercy, till we made it to the first row. 

It's a matter of less than 20 seconds. 

FIRST ROW! 


We caught our breath and shared an apple to survive the extreme dehydration resulting from having had NOTHING to drink since breakfast (sure as hell we were not going to give up our top spot for something as trivial as a toilet run).


Two hours later, it was Bryan. Less than two meters from us. Blasting the night away. And this is what happens when you make it to the first row: the music starts and the 12.998 people behind you magically disappear. It was just Bryan and us. 

And as I watched his fingers move on his guitar playing all the songs I know by heart, I felt my daughter's hand on my arm, overwhelmed as she also was by the whole experience and by being so very close to stardom. And I thought that maybe when she is big, she too will bring her daughter to see Justin Bieber in concert and tell her she's loved him for 30 years, and this thought moved me to tears. 
But then Bryan sang "18 till I die" and then I knew! Of course! I will be there with them watching Justin Bieber, running those frenzied 20 seconds to make it to the first row. I will be the grandma singing along to all the songs, with the blue hair and the glass of white wine in her hand.  


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Con un totale di 5 concerti al mio attivo, Bryan Adams è la superstar che ho visto più volte suonare dal vivo.

La prima volta é stato a Milano quando ero ancora all'università, nel 1994. Bryan è una superstar mega-super-galattica, ma diciamoci la verità, non è certo un ragazzino, e quindi appena ho saputo che sarebbe venuto a suonare a Zurigo, mi sono fiondata a prendere due biglietti, col terrore che prima o poi arriverà il giorno in cui annuncerà il suo ritiro dalla scena LIVE, un pensiero così spaventoso che non me lo posso nemmeno immaginare. Comunque devo dire che Bryan essendo vengano si mantiene benissimo e nonostante abbia 57 anni ha il fisico di un trentenne, cosa che mi ha spinta subito a rifilare tofu a mio marito a ogni occasione.

Proprio qualche giorno fa avevo ritrovato tra le mie cose la cassetta di Reckless che avevo comprato a Londra quando avevo 14 anni in Oxford Street, chiaramente un segno del cielo, che mi ha aiutata ad escogitare un piano perfetto: Sarei andata al concerto con mia figlia che ha esattamente 14 anni, e per introdurla ad una vita di concerti dal vivo avrei fatto le cose come si deve, da fan numero uno.


E così, giovedì scorso, 5 ore prima del concerto, eravamo già lì davanti allo stadio. Le ho perfino scritto la giustificazione per tenerla a casa da scuola dicendo che non si sentiva bene. E adesso non cominciate a dire che sono una madre degenere perché perfino mia mamma non ha avuto niente in contrario (ovviamente non non lo sa).


Dopo 3 ore hanno aperto i cancelli dello stadio e abbiamo corso, corso come Karl Lewis che va per l'oro, sgomitando chiunque ci capitasse davanti, senza paura e senza pietà, fino ad aggrapparci alle transenne della prima fila. È una partita che si gioca in meno di 20 secondi. 


LA PRIMA FILA! 


Abbiamo ripreso fiato mangiandoci una mela, l'unica fonte di liquidi da quando avevamo fatto colazione, visto che non avremmo MAI rischiato di perdere la nostra posizione privilegiata per dover andare in bagno.


Ancora due ore e poi è arrivato Bryan. A meno di due metri da noi, con la notte piena della sua musica. E questo è ciò che succede quando si è in prima fila: inizia la musica e le 12.998 persone dietro di te spariscono magicamente, c'eravamo solo noi e Bryan

E mentre guardavo le sue dita muoversi sulla chitarra da cui uscivano tutte le canzoni che conosco a memoria, ho sentito la mano di mia figlia sul mio braccio e ho pensato che magari anche lei quando sarà grande porterà sua figlia a vedere Justin Bieber in concerto e le dirà che sono 30 anni che è innamorata di lui. E mi è venuta una gran malinconia. 
Ma poi Bryan ha cantato "18 till I die" "18 anni fino alla morte" e ho capito! Ma certo! Ci sarò anch'io a quel concerto di Justin Bieber, correndo per quei magici 20 secondi per conquistare la prima fila. Sarò la nonna che sa tutte le canzoni a memoria, con i capelli azzurri e il bicchiere di vino bianco in mano.

(pic by me, oh yes!)

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