Wednesday, November 2, 2016

Of the food of the heart -- Sul cibo del cuore


So yesterday after a business dinner instead of going straight home, I decided to let them miss me. Them being the two grumpy teenagers and the lovely husband who for once happened to be home and not in a land far far away.

I went into a nice place overlooking one of the most beautiful squares in Zürich and ordered a Pfefferminztee while I went over some work.
At the next table were two young Italians, a lady and a guy,  and since it is not only impolite but also morally wrong to eavesdrop on strangers, I stretched my ears so that I could hear their conversation.

They were of course talking about food.
I must remind the inattentive reader, that Zürich is an extremely expensive city, that offers top-quality international cuisine. I must also remind the inattentive reader that I too am from Italy but after 20 years travelling the world (alright, 19), I find myself in that twilight zone which is a mix of roots and wings that substitutes the comfort zone of a more stable lifestyle.

So this is what the lovely couple said:
Ragazzo: "I really miss Italian food. Italians need pasta. That's it. No matter how much fancy food we try, we need pasta to survive."
Ragazza: "I know. I had some friends visiting. They wanted pizza so we went for pizza. They didn't speak to me for the rest of the day because although they paid 30 bucks for it, it wasn't real pizza".
Ragazzo: "I know, it's because the ingredients are not fresh. That's why when I go out, I have learned to never have pizza." He was admittedly eating sushi. Switzerland is famously a landlocked country, so much for fresh ingredients... But then he went on: "Oh, but you were in Japan! You must have had the REAL sushi there."
Ragazza (and I swear I saw this coming): "yes, but it wasn't good".

This was a perfect case of Italians living abroad. My compatriots who live abroad have two long lived traditions:

1. they complain non-stop about everything that in their own country is supposedly much better than anywhere else.
2. they always seek Italian food, no matter where they live.

I had friends in Tokyo who only went to Italian restaurants. And Tokyo is the Disneyland of tastebuds. I also have friends who always fly Alitalia and put up with its legendary strikes and delays, so that they can have espresso on board.
Mix the two ingredients and there you have it, the main topic of conversation of every community of Italians abroad.
Weirdly reassuring.

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Ieri dopo una cena di lavoro, invece di tornare subito a casa ho deciso di lasciare che sentissero un po' la mia mancanza. Intendo i due teenagers scorbutici ed il mio caro marito che per una volta non si trovava in qualche posto in capo al mondo.

Sono andata in un bel locale con vista su una delle più belle piazze di Zurigo e mi sono ordinata un Pfefferminztee mentre riguardavo degli appunti.
Al tavolo vicino al mio c'erano due giovani italiani, un ragazzo e una ragazza e visto che è non solo da maleducati ma anche moralmente riprovevole ascoltare le conversazioni degli altri, ho allungato le orecchie più che potevo per sentire cosa si stavano dicendo.

Ovviamente stavano parlando di cibo.
Devo ricordare al lettore distratto, che Zurigo è una città carissima che offre cucina internazionale di ogni tipo e di altissima qualità. Devo anche ricordare al lettore distratto, che anch'io sono italiana, ma dopo 20 anni in giro per il mondo (ok, 19...) mi trovo culturalmente in quella strana zona ai confini della realtà che è un ibrido di radici e ali, che ha sostituto la zona di sicurezza fatta di riferimenti certi di chi vive una vita più sedentaria.
Ecco cosa si sono detti:

Lui: "A me manca il cibo italiano. Noi italiani abbiamo bisogno della pasta. È così e basta. Anche se proviamo tutti gli altri cibi del mondo, ci serve la pasta per sopravvivere."
Lei: "Lo so. Sono venuti dei miei amici a trovarmi e volevano la pizza. Siamo andati a mangiare la pizza e per il resto del giorno non mi hanno rivolto la parola. Non solo hanno speso 30 sacchi, ma non era nemmeno pizza!"
Lui: "Eh, lo so, è perché mancano gli ingredienti freschi! Io infatti quando esco non mangio mai la pizza."
In effetti si stava mangiando un piatto di sushi. La Svizzera non ha sbocchi sul mare, approposito di ingredienti freschi...ma poi ha continuato: "Ah, già ma tu sei stata in Giappone, hai potuto assaggiare il VERO sushi!"
Lei (e giuro che sapevo che l'avrebbe detto): "Si, si, ma non era buono..."

Questo era un tipico caso di italiani all'estero. I miei cari compatrioti espatriati hanno due tradizioni di ferro:
1. si lamentano di continuo di ogni cosa che ovviamente nel loro paese d'origine è mille volte meglio.
2. cercano sempre cibo italiano, indipendentemente da dove vivono.

Avevo amici a Tokyo che uscivano a cena solo per andare in ristoranti italiani, e Tokyo è la Disneyland delle papille gustative.
Ho anche amici che volano solo Alitalia fendendo scioperi e ritardi pur di poter bere il caffè espresso a bordo.
Mescola i due ingredienti ed eccolo lì: il principale argomento di conversazione delle comunità di italiani all'estero. Stranamente rassicurante.



3 comments:

  1. Applauso. Continuero ad applaudire tutto il giorno, credo.

    Si', lo sport preferito degli italiano e' proprio quello ed e' una delle ragioni per cui noi che invece siamo ormai ibridi radici-ali che ci approcciamo al mondo culinario con entusiasta curiosità, tendenzialmente rifuggiamo i connazionali all'estero, tranne per rare eccezioni.

    E hai dimenticato la perla, classico dei classici: "Eh ma la cucina italiana e' la migliore al mondo!" seguita da un coro di approvazione. Mai fatto un giro in Cina? E in India?

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    1. Scusa, commento scritto di corsa, pieno di errori ortografici. Matita rossa! Subito!

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    2. Cara, io non vedo nessun errore...mi boccio!

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