Saturday, August 13, 2016

of the expat olympics -- sulle olimpiadi expat


Yes, yes, alright, I get all the celebrations around winning gold at the OLYMPICS, big deal.

We expatriates go through the same hardships and tribulations each and every summer and not just every four years. And we don't even get a medal. They are not called olympics though. It's the dreaded expat home visit.

Going back home during holidays it's a conditioned reflex, it satisfies the need to fall back agains one's safety net and finally relax inside one's comfort zone. That's the idea, but unfortunately it is mostly everything but.

We have the MARATHON of the 12-hour flight with the kids.
The HURDLES between all the relatives of first, second and third degree with lunch and dinner invites that, being Italy, are no small endeavour.
Then there is the ANTIDOPING test, when your friends ask you about your life abroad without really wanting to know anything about it, and you have to be very careful not to brag about the effortless exotic life with plenty of benefits and servitude and loads of money, that everybody thinks you are living. Bitch.
There is the SWIMMING in the tears of goodbyes, after seeing everybody off and heading to baggage control, something no expat ever gets used to, maybe because during all our international assignments, our parents insist on getting older.
There is the WEIGHTLIFTING of the luggage from the airport to our home abroad. Exponentially increased by the loads of Italian delicacies we cannot live without.
There is the POLE VAULTING into the window, that seems to be the only possible way to get into the house once all the luggage has been opened in a post-apocalyptic scenario of chaos and destruction.
There are the days of WRESTLING with the laundry.
And then the DIVING back into the routine, in the company of our wold-class, badass expat friends, our only chance to make it through this expat adventure and come out as winners.


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Ma si, dai, capisco tutto sto gran casino delle OLIMPIADI, la felicità di vincere l'oro ecc. Sai che roba...

Noi espatriati dobbiamo affrontare le stesse difficoltà e le stesse tribolazioni ogni estate, mica ogni quattro anni e non ci danno nemmeno una medaglia. Le nostre però non si chiamano olimpiadi, ma rientro estivo.


Tornare a casa durante le vacanze è una specie di riflesso condizionato, risponde ad una necessità atavica di ricadere nella propria rete di sicurezza e riuscire finalmente a rilassarsi un po' in un luogo famigliare e rassicurante che all'estero manca. Invece succede sempre l'opposto.


Abbiamo la MARATONA del volo di 12 ore coi bambini.

La CORSA A OSTACOLI fra tutti i parenti di primo, secondo e terzo grado che ci invitano a pranzo e a cena, e trattandosi dell'Italia, non si scherza.
Poi c'è il test dell'ANTIDOPING, quando i vecchi amici ti chiedono della tua vita all'estero senza in realtà volerne sapere un bel niente, e devi fare massima attenzione che non ti becchino in fallo e scoprano che in realtà vivi una vita colma di piaceri esotici e servitù e soldi, come già sospettavano. Stronza.
Poi c'è il NUOTO in tutte le lacrime degli addii quando si riparte, perché non ci si abitua mai al distacco, specialmente perché mentre siamo via i Nonni insistono con l'invecchiare e non la vogliono proprio smettere.
C'è il SOLLEVAMENTO PESI delle valigie dall'aeroporto a casa, il cui peso nel frattempo è raddoppiato a causa di tutte le leccornie di cui non possiamo fare a meno.
C'è il SALTO CON L'ASTA nella finestra, che sembra essere l'unico modo possibile per entrare in casa una volta che i bagagli sono stati aperti in uno scenario di distruzione post-apocalittica.
C'è la LOTTA LIBERA con le tonnellate di roba da lavare.
E poi i TUFFI nella routine, e nella compagnia delle mie indomite amiche giramondo, l'unica via per sopravvivere a quest'avventura da espatriati ed uscirne vincenti.

2 comments:

  1. E le nostre olimpiadi non accadono certo ogni quattro anni, ma dobbiamo continuare ad allenarci duramente per affrontarle a cadenza regolare. Io me la cavo con una volta all'anno, se non si contano le partenze di coloro che vengono a trovarci... E anche quelle son dei bei SALTI IN LUNGO.

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  2. Quelle sono dei RODEI, perché se avessimo un lazzo li piglieremmo al volo e ce li riporteremmo a casa ogni volta che tentano di andare all'aeroporto!

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