Sunday, August 14, 2016

of dead languages and wings -- sulle lingue morte e le ali


So here we are, my baby tomorrow will be starting high school. She is my baby and this can't possibly be happening.

On my first day of high school, I wasn't particularly concerned.  I had Michelle, we were best friends and shared everything, we were in this together and no amount of Greek or Latin was going to break us. We were catching up on our summer boyfriends when our teacher said these words: "human beings naturally tend towards inertia and here you will be required to do just the opposite. Now go home and for tomorrow learn the entire Greek alphabet." That got my attention.

Greek and Latin have been on the table for a long time while their relevancy was discussed over and over. For my parents studying at a "classical gymnasium" made sense because it was the school closest to our home, with the best reputation, and the decision was of course up to them. 
As for me, the best reasoning in favour of  learning dead languages is that it trains the mind in the subtle skill of solving riddles, and to have the necessary patience. God knows this skill has come in handy with two teenagers at home.

But my girl won't be dealing with any dead language, the ones she already speaks are alive and kicking in her mind, as she moves from one to the other with ease, the superpower of expat kids. Unlike her mom, she has her mind much more set on school then on boys.
She is going in with her head held up high, her teachers will not try to intimidate her implying she is a slob, instead, they will help her grow wings on her back, and nothing will bring her down. 

Which is all fine as long as it's a round flight and in the and she will come back to me.

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Eccoci qui, la mia piccola domani comincia la scuola superiore. Non è possibile, è la mia piccolina e ci deve essere un errore, altro che scuola superiore.

Quando ho cominciato io il liceo, non ero molto preoccupata. Avevo Michelle, eravamo amiche per la pelle e ci dicevamo tutto, ci eravamo buttate insieme in quest'avventura e ce l'avremmo fatta a sconfiggere i due mostri: il temuto Greco e l'odiato Latino.
Ci stavamo aggiornando sui reciproci amorazzi estivi, quando la nostra profia di lettere ha detto: "l'essere umano tende naturalmente all'inerzia e qui vi sarà richiesto di fare l'opposto. Per domani imparatevi a memoria l'alfabeto greco." Un po' di paura l'ho avuta.

Si è discusso per anni riguardo alla rilevanza dello studiare il greco ed il latino. Per i miei genitori si trattava semplicemente del fatto che il liceo classico era vicino a casa, e godeva di una buona reputazione, e naturalmente la decisione spettava a loro. 
Per me la ragione principale del perché passare tanto tempo a studiare lingue morte, sta nel fatto che trattando di risolvere enigmi,  si allena la mente alla pazienza e all'analisi, e Dio solo sa quanto quanto ciò mi sia tornato utile con due adolescenti per casa.

La mia piccola però non troverà lingue morte sul suo cammino, tutte le lingue che già conosce sono vive e vegete nella sua mente e passa da una all'altra con l'impressionante facilità, il super-potere dei figli espatriati.
Al contrario della sua mamma, ha in mente molto più la scuola dei fidanzati. Domani comincerà le superiori a testa alta, i suoi professori non cercheranno di intimidirla, la aiuteranno invece a far crescere le sue ali perché possa spiccare il volo. 

Ed è quello che le auguro, ma solo a patto che si tratti di un volo di andata e ritorno e alla fine ritorni da me.

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