Thursday, July 14, 2016

of crispy love -- dell'amore croccante


So yesterday I was at Zürich airport to pick up a friend. I arrived early because the arrivals at the airport are indeed the place on earth where you can observe the best of humanity. The trepidation, hugs, flowers and tears. At terminal 1, there is a huge glass wall separating the crowd waiting in anticipation from the incoming travellers waiting for their baggage to roll out on the carousels. The thick glass is often the first place the travellers run to after passport control and although it gets continuously smudged by lipstick kisses and emotional sweaty fingerprints, it is kept remarkably shiny by the very efficient airport staff.
I observed a couple of expat families with small kids stuck on the glass in front of giddy grandparents and I remembered all my own summer home visits when we lived far away, an experience both longed for and dreaded by most expat families. And then we all saw them. On the waiting side of the glass: the twenty something skinny nervous guy holding a bundle of red roses. On the arrival side of the glass: the twenty something rosy-cheecked girl with her hair up in a messy bun from the trip and love beaming out of her eyes. First they just held a hand up to the glass, looking for contact, then he yelled something at her (the glass is sound proof and probably everything-proof), then seeking some privacy they called each other on the phone, their heads against the glass, whispering in each other's ears possibly through satellite connection with only a few centimetres between them.
And the romantic in me thought that these two twenty-something people were still in the phase in which sex is crispy. The university years. Then it goes through many other phases and they are not better of worse, they are just different, like music genres. But that crispiness gets lost, it's the hunger of rap. When your man turns into Mozart and finally strikes all the right keys and can play a whole symphony with every different instrument, you see those two at the airport and still miss the crispiness of rap.

------------------------------

Ieri ero all'aeroporto di Zürich ad aspettare qualcuno. Sono arrivata in anticipo perché la zona degli arrivi all'aeroporto é senza dubbio il posto al mondo in cui l'umanità mostra il suo lato migliore. La trepidazione, gli abbracci, i fiori e le lacrime di gioia. Al terminal 1 c'é un enorme vetro che separa chi aspetta e chi arriva, é nella zona in cui ci sono i nastri su cui si ritirano i bagagli. Lo spesso vetro é il posto in cui tutti corrono appena dopo il controllo passaporti per i primi concitati saluti, e nonostante sia spesso bombardato da stampi di baci e impronte digitali sudate di emozione, é mantenuto splendente dall'efficientissimo personale dell'aeroporto.
Ho visto arrivare qualche famiglia di espatriati con bambini piccoli, tutti appiccicati al vetro di fronte a coppie di nonni in brodo di giuggiole con in mano peluche di varie specie. E ho ripensato a tutti i nostri di rientri estivi, quando abitavamo lontanissimo, un'esperienza agognata e detestata in egual misura da quasi tutti gli espatriati. E poi di colpo eccoli lì. Il ragazzino poco più che ventenne dal lato di chi aspetta, tutto magrolino e nervoso con in mano un mazzo di rose rosse. Dal lato del vetro dei passeggeri: la ragazzina poco più che ventenne con i capelli raccolti e spettinati dal viaggio, le guance rosse e gli occhi a forma di cuore mentre lo guarda al di là del vetro. Prima hanno messo soltanto una mano sul vetro come per toccarsi, poi lui le ha urlato qualcosa, perché il vetro é spesso, anti suono ed anti tutto. Poi bisognosi di intimità si sono chiamati al telefono, utilizzando probabilmente una connessione satellitare nonostante le loro teste fossero a pochi centimetri appoggiate ai due lati opposti del vetro, e si sono sussurrati all'orecchio guardandosi negli occhi.
E la romantica in me ha pensato che quei due ventenni sono ancora nella fase in cui il sesso é croccante. Gli anni dell'università. Poi attraversa varie altre fasi, che non sono migliori o peggiori, sono come i diversi generi musicali, diversi ma tutti apprezzabili a loro modo. Ma quella croccantezza si perde, é la fame della musica rap. Quando il tuo uomo diventa Mozart e sa finalmente suonare tutte le note su tutti i tasti usando tutti gli strumenti dell'orchestra e intonare quella perfetta sinfonia, vedi quei due all'aeroporto e ti manca la croccantezza del rap.

2 comments:

  1. Croccante, come il tuo modo di scrivere. Quanto è vero quello che hai scritto qui.

    ReplyDelete
  2. Oh là là, ma come mi piace questa cosa che hai scritto, cara. La metto nel mio CV. Scrittrice croccante. Grazie!

    ReplyDelete