Tuesday, May 17, 2016

ONE LOVE -- UNICO AMORE


I've got Juventus blood in my veins. My grandfather played in the B team, the one that was once called "the reserve team". Injured players from the A team were not substituted right away, on the following game, somebody from the reserve team would jump in and take their place. Injuries were not that common back then (I am talking about the years right before WW2!), soccer was played more like an art than like the wrestling match we see today. 

When I was little my dad took my sister and me to the Stadio Comunale in Torino, to see La Signora, The Lady. 

Those were freezing Sundays in Torino but even in the absence of Goretex and fleece, I do not remember the cold. I remember my Dad giving us white chocolate, and watching Zoff, Scirea, Cabrini, Bettega and Tardelli, and "The Trap" whistling and gesturing madly from the bench.

In my almost 20 years of life abroad, I have gradually turned a blind eye towards much of what happens in my wretched country, mostly out of disgust. But not towards Juventus. La Signora has never ceased to excite me, even after being forced to join the second league, it raised again like a phoenix and shut everybody up

This weekend it won its 5th national championship in a row.

Juventus among all soccer teams is the one with the fiercest haters and detractors. This is because it's got a style other teams can only dream of, clearly beyond their possibilities.


It gets so much heat because this is how it works in Italy: 

If you are successful because you work hard and you carry yourself with dignity and elegance, people will assume you've done something illegal to gain that success and shred you to pieces. 
If you are successful but you are a fucking asshole, people will know  that you did something illegal to gain that success and will worship you and want nothing more than to hang out with you to show the world that they too, are successful assholes.

To all the haters today I say: FINO ALLA FINE! TO THE END! Then you are all welcome to queue up and kiss my ass.



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Nelle mie vene scorre sangue juventino. Mio nonno giocava nella squadra delle riserve, i giocatori della prima squadra quando si infortunavano non venivano sostituiti immediatamente come succede adesso, ma soltanto durante la partita seguente, un giocatore della squadra riserve prendeva il loro posto.

Gli infortuni erano molto meno frequenti di adesso (sto parlando degli anni immediatamente precedenti alla seconda guerra mondiale), il calcio era giocato più come un'arte che come l'incontro di wrestling the col tempo è diventato. 

Quando ero piccola mio papà portava me e mia sorella allo Stadio Comunale a vedere giocare La Signora. Erano gelide domeniche torinesi, ma anche se in assenza di Goretex e pile, non mi ricordo del freddo. Mi ricordo che mio papà ci dava il cioccolato bianco e che in campo c'erano Zoff, Scirea, Cabrini, Bettega e Tardelli, ed il Trap che fischiava come un matto dalla panchina. 


Nei miei quasi 20 anni di vita all'estero, ho in parte smesso di seguire le sorti del mio disgraziato paese, principalmente per disgusto. Ma non ho mai abbandonato la Juve. La Signora non ha mai smesso di incantarmi, anche dopo essere stata costretta a retrocedere in B, è risorta come una fenice mettendo tutti a tacere

Questo fine settimana ha vinto il suo quinto scudetto di fila.

La Juve fra tutte le squadre italiane è quella con più nemici. Il motivo è che ha uno stile che le altre squadre possono solo sognarsi di imitare, e l'invidia è una brutta bestia.


Perché in Italia funziona così: Se hai successo perché lavori sodo e ti comporti con stile ed eleganza, la gente penserà che tu abbia sicuramente fatto qualcosa di illegale per ottenere quel successo, e ti farà a pezzi.

Se invece hai successo ma sei un bastardo cafone, la gente penserà che tu abbia sicuramente fatto qualcosa di illegale per ottenere quel successo e ti venererà non volendo altro nella vita che far parte del tuo giro.

A tutti i detrattori che oggi marciscono di invidia dico: FINO ALLA FINE! 

Poi tutti in fila indiana per baciarmi il culo! (chiedo scusa per il linguaggio da stadio ma quando ce vo', ce vo')

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