Wednesday, January 3, 2018

Of my syndromes -- Sulle mie sindromi


So I ain't no serious blogger, whatever that is. I just do not have the time or energy to be consistent in my writing. It's because I have this millefoglie syndrome, I am just a layered mess of projects and ideas and like puff pastry, I  always stretch myself too thin. The result is quite tasty but the process exhausting. 

Before Xmas I had this big group presentation for my MBA at a major Swiss bank, which would count for 40% of the final grade of my diploma.
The prospect of ME going through with this has put me in a cold sweat for weeks. But once the gig was on, I was unstoppable. 

I was astonished at the power and energy I felt while presenting in front of our professors and the bank executives. In the pictures we took with my class afterwards, I look 20 years younger. I was just having a blast. 

The reason, I believe, lies within another syndrome I have been living with for two decades now: the impostor syndrome. I have had so many occasions to perfect it, that I have become a master impostor.

When I go lightyears outside of my comfort zone and perform, I feel like an illusionist, hoping that the magic trick will work, that I can pull it off and fool everybody. 
When it works out, it's exhilarating. A bit like winning the lottery, I guess. 
Have I got gambling addiction? So there, syndrome number three.  

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Eh no, non ce la faccio a prendere seriamente questa cosa del blog. Non ho né il tempo né l'energia di scrivere con regolarità. È perché ho questa sindrome millefoglie, sono un casino stratificato di idee e progetti impossibili che mi tirano in tutte le direzioni. Il risultato è delizioso ma la preparazione estenuante.

Prima di Natale ho avuto un'importante presentazione  per il mio MBA presso una grossa banca svizzera, il voto sarebbe stato 40% del voto finale del diploma. 
Soltanto l'idea di dovermi trovare in una situazione simile, mi ha fatto sudare freddo per settimane. Ma una volta che si è aperto il sipario, ero inarrestabile. 

Il potere e l'energia che ho provato presentando di fronte ai nostri professori e ai banchieri ha stupito anche me. Nella foto di gruppo fatta con la mia classe quella sera, sembro ringiovanita di 20'anni. 

La ragione, credo, sta in un'altra sindrome con cui lotto da 20 anni: la sindrome dell'impostore. Ho avuto talmente tante occasioni di perfezionarla, che sono diventata un impostore professionista. 

Quando esco anni luce dalla mia comfort zone per esibirmi, mi sento come un' illusionista durante una magia, concentrata al massimo perché il trucco riesca a fregare il pubblico.

E quando funziona è come vincere alla lotteria. Ho la dipendenza da gioco d'azzardo? Ecco, sindrome numero 3

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