Friday, August 11, 2017

Of the inspiration of cardboard Roger -- Sull'ispirazione del Roger di cartone


So, I am not sure whether I am doing anything right in this mothering business. Now that puberty hit, things have become WAY more complex. Still, I have a glimpse of hope, whenever my Grumpy Teenagers ask my opinion about something. This happens quite often because I was luckily gifted with a mind that can string together seemingly random concepts to produce a thought that makes perfect sense. Perhaps not to them, but somehow the process resonates with their adolescent brains, where nonsense rules the world. And so they asked:
Why do so many musicians do drugs?

Well, Grumpy Teenagers, let me think (this is something I once said to sneak out and ask Google, but now I say it to show them that before talking, the brain should be turned on).

Do you remember when I walked into that Credit Suisse and asked if, once the promotion was over, I could have that life-size cardboard Roger Federer they had in their window?
(Grumpy Teenagers’ faces say “don’t remind us”)
(To be fair to our host country, Roger Federer is my only crush that doesn’t fall under the British Boy category where Robbie Williams rules the roost).

You must know that in the past, artists never used to take credit for their work, but rather praised their Muse for the inspiration they received, which made them a mean of expression through which Art could reveal itself.
Well, now that individualism has become the center of our culture, artists want all the credit and pretend that their art comes directly from their creativity, but the truth is that they still need a Muse to find inspiration.


Drugs and booze are a makeshift Muse, like the cardboard Roger I wanted to keep in my room while I waited in hope for the real thing, one day, to finally show up and inspire me.

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Come ogni madre, mi chiedo ogni giorno se io stia facendo qualcosa di sensato in questo circo che è l’adolescenza dei miei figli.
Ho un barlume di speranza ogni qual volta vogliano sapere la mia opinione su qualcosa. E fortunatamente questa è una ricorrenza abbastanza frequente perché sono stata fornita di una mente che ha la capacità di mettere in sequenza concetti apparentemente astrusi per poi alla fine formare un pensiero perfettamente sensato. Non per loro probabilmente, ma in qualche modo questo ordine nel caos risulta famigliare alle loro menti adolescenziali. E allora mi hanno chiesto:
Ma perché così tanti musicisti si drogano?

MMhh, fatemi pensare (questa è una cosa che una volta dicevo per poter sgattaiolare via e chiedere a Google, mentre ora la dico come dimostrazione pratica che prima di parlare bisognerebbe accendere il cervello).

Vi ricordate quando quella volta sono entrata in banca e ho chiesto se, quando fosse finita la promozione, potevo passare a prendere quella sagoma di cartone di Roger Federer a dimensione naturale che tenevano in vetrina?
(Vorrebbero potersene dimenticare)
(È solo per essere riconoscenti con la nazione che ci ospita, Roger è la mia unica cotta che non rientri nella categoria degli English Boys in cui Robbie Williams la fa da padrone).

Dovete anche sapere, che nel passato gli artisti non si vantavano delle loro opere, ma piuttosto davano il merito alla loro Musa, che donava loro  l’ispirazione che li rendeva un mezzo, tramite il quale l’Arte poteva esprimere sé stessa.
Adesso che la nostra cultura è all’insegna dell’individualismo, agli artisti piace prendersi tutto il merito, e far credere al mondo che l'arte sia un prodotto della loro creatività personale. Ma in verità hanno ancora bisogno di una Musa che li ispiri.

Ecco, le droghe e l’alcol sono delle Muse fasulle, come quel Roger di cartone che volevo tenermi in camera finché non fosse un giorno arrivato quello vero ad ispirarmi.

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