Wednesday, February 22, 2017

of face and ass being indistinguishable -- dell'avere la faccia come il culo


So serial expats are not only exposed to multiple cultures but also to the very soul of the countries they live in: languages.
Being from Italy AND a girl, I can proudly say that there has never been such a thing as too much talking, as far as I am concerned, and that’s why I am fascinated by languages to the point that when I spot someone on the tram who is reading a book in a language I don’t understand, I get seriously upset.
I love idioms and untranslatable words, the latter being a strong indication of the culture of a country.

The Germans famously have Schadenfreude, the enjoyment of observing the misery of others.

The Japanese have Kyoikumama, a mother who pushes her children into academic achievements, and Kawaii, the quality of cuteness. The two terms to me are related, because although many foreigners find it silly that grown-ups in Japan still like to surround themselves with childish elements, I see it rather as touching effort to reclaim some of the childhood they spent coping with the disproportionate pressure to excel in school.

And then there is Italy, my home country, where the word Accountability is fittingly absent.
Our political class is in fact the master of unaccountability, which can freely be translated in Italian as: your face and your ass being indistinguishable.
We have many proud examples, like that one genius politician who a few years ago faked a heart-attack because in order to get to a TV studio on time for an interview, he needed an ambulance to bypass Rome’s horrible traffic jam. When the paramedics reported him, he declared (without ever apologizing): ‘Everybody behaves like an asshole at least once in their lifetime’. He might have been referring to the paramedics. 
There is also our politicians’ long tradition of unfulfilled promises to resign. Most recently our lovely secretary of the Council of Ministers, who probably thinks that her Botticelli’s Venus’ looks are enough to exonerate her from keeping her word (that and very powerful political affiliations).
And then there is Mr. Fano, whose picture recently grazed every news outlet in Italy, looking miserable in his hip bright-orange coat, after an investigative TV program showed that his department (the Anti-Discrimination Office) had authorized funding of 55,000 euros for gay sex clubs masquerading as cultural centers, clubs for which he apparently held a membership card. Of course, he blamed the press.

Which makes me think of retired people in Italy who live on a monthly 501,89 euro pension, and brings to mind another untranslatable word, this time from Indonesia: Jaysus: a joke so unfunny that one cannot help but laugh. Or like we would say in Italy: laugh to keep from crying.

--------------------------------------------

Allora gli expat non sono soltanto esposti a diverse culture, ma anche all'anima stessa dei paesi in cui vivono: la lingua
Essendo italiana con l'aggravante di essere pure donna, posso dire con orgoglio di non essere mai incappata in problemi di comunicazione, sono affascinata dalle lingue straniere, a tal punto che se sul tram becco qualcuno che sta leggendo un libro in una lingua che non conosco, mi rovina l'umore per tutto il giorno. 
Amo i modi di dire e le parole intraducibili, che spesso la dicono lunga sulla cultura di un paese.

I tedeschi per esempio hanno Schadenfreude, il godimento che si prova a veder soffrire gli altri.

I giapponesi hanno Kyoikumama, una madre che spinge i figli ad eccellere a scuola, e Kawaii, la qualità di essere carino.  Ho sempre trovato che i due termini siano in relazione, perché nonostante molti stranieri trovino sciocchi gli elementi infantili di cui anche gli adulti in Giappone amano circondarsi, per me non si tratta che di un commovente tentativo di riscattare quell'infanzia che hanno passato sudando sangue sui libri. 

E poi c'è l'Italia, il mio paese, dove il termine ACCOUNTABILITY è palesemente assente. Accountability significa rendere conto delle proprie azioni prendendosene la responsabilità. Fa ridere, vero? Che coglione farebbe mai una cosa del genere? La nostra classe politica soprattutto è esperta del contrario, UNACCOUNTABILITY, che si potrebbe letteralmente tradurre come: avere la faccia come il culo. 
Ci sono tanti esempi di questo fenomeno, come per esempio quel parlamentare che anni fa finse di avere un infarto per farsi portare da un'ambulanza ad un'intervista televisiva che non voleva perdersi, battendo così il traffico di Roma. Quando gli infermieri dell'ambulanza lo denunciarono, lui rispose (senza peraltro mai scusarsi): 'L'ora del coglione arriva per tutti almeno una volta nella vita.' Se si riferisse a sé stesso o agli infermieri non è dato sapere. 
E poi c'è la lunga tradizione delle promesse di dimissioni mai mantenute. Recentemente la nostra cara segretaria del consiglio dei ministri, certa che il fatto che assomigli alla Venere del Botticelli, sia sufficiente ad esonerarla dal mantenere la parola data (questo e anche legami politici molto potenti).
E poi c'è il povero signor Fano, la cui foto è stata sbattuta nei giorni scorsi sulla prima pagina di tutti i giornali, col suo cappottino arancione all'ultima moda, dopo che un programma televisivo investigativo ha scoperto che il suo dipartimento governativo aveva autorizzato finanziamenti per 55,000 euro per dei club gay spacciati per centri culturali, club presso i quali peraltro era lui stesso regolarmente tesserato. Naturalmente ha accusato la 'macchina del fango della stampa'.
Il che mi fa pensare a pensionati che in Italia vivono con 501,89 euro di pensione minima, e mi porta ad un'altra parola intraducibile, questa volta indonesiana: Jaysus: uno scherzo che fa talmente poco ridere, che ti viene da ridere. O come diremmo in italiano: ridere per non piangere.

No comments:

Post a Comment