Monday, January 16, 2017

Of planes, toilets and Formula One -- Sugli aerei, i gabinetti e la Formula Uno


So plane restroom sure are no place of rest for me. I’ve done all kinds of things in them, all but join the Mile-High-Club, unfortunately, although I flew with Lauda Air many years ago, and they did offer complementary condoms, but that was long before everybody was terrified of taking a false step in the murky waters of politically incorrectness.
Most memorable of all was my son’s very first flight from New York to Frankfurt when he was just three months old and during take-off, perhaps because of the sudden change in cabin pressure, proceeded to poop himself all the way up to his neck with that lovely mustard-like sticky newborn poop and a thundering sound that surely prompted the pilot to immediately contact the control tower about that sudden storm. I sure did feel sorry for the passengers who had to use the same restroom after I changed him.  
But that was of course not the point I was trying to make. But rather: why is every public toilet in the world gender-specific except for the ones on planes or trains? 
Who is the genius who came up with this practical joke of saving the coed ones for things that move
Let’s face it: not all men were born with the aim of a sniper, add turbulence, and there you have it: the toilet no woman in the world would ever want to walk into. Even the most considerate man under such shaky circumstances turns into Hamilton holding the champagne bottle after the Grand Prix.
So I am much happier when it’s a lady walking out of the plane restroom I am about to use. Unless it’s Hamilton, of course, then let’s just hope we are flying Lauda Air.

(Disclaimer: Hamilton is a jerk and when my son went to see the GP in Monza, waking up at 3am, during the pre-race pilots’ parade he was the only one on his phone making sure the crowd knew he didn’t give a damn about them.)

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Allora ho fatto un po’ di tutto nei bagni degli aerei, tranne purtroppo unirmi al Mile High-Club di quelli che l’hanno fatto in quota, anche se una volta che volavo Lauda Air ci hanno dato dei preservativi in omaggio, ma questo succedeva molti anni fa, prima che tutti fossero terrorizzati dal fare un passo falso nelle paludi del politicamente incorretto.
Uno dei momenti più memorabili è stato quando mio figlio di tre mesi durante il decollo del suo primo volo, da New York a Francoforte, forse a causa dell’improvviso cambio di pressione in cabina, ha fatto una tremenda cagata riempiendosi fino al collo di caghetta da neonato color senape, con un rumore che avrà sicuramente spinto il pilota a chiamare la torre di controllo e indagare su quell’improvviso, spaventoso tuono. Che pena che mi hanno fatto tutti i passeggeri che hanno usato il bagno dopo di noi, quando ho finito di cambiarlo…
Ma questo non è ovviamente il punto che volevo fare. Ma piuttosto: perchè ogni bagno pubblico del mondo è diviso in uomini e donne tranne quelli su treni e aerei
Chi è il genio che ha tirato fuori questo bello scherzetto di riservare i bagni misti per i mezzi in movimento? 
Perchè diciamoci la verità: non tutti gli uomini sono nati con una mira da tiratori scelti, aggiungici un’ improvvisa turbolenza ed ecco a voi il bagno che nessuna donna vorrebbe mai dover usare. Anche l’uomo più ammanierato del mondo in circostanze così precarie si trasforma in Hamilton con la bottiglia di champagne dopo il Grand Prix.
Che sollievo se è una donna ad uscire dal bagno dell’aereo che sto per usare. A meno che non esca Hamilton in persona, allora c’è solo da sperare che si stia volando Lauda Air.


(In realtà Hamilton è un grandissimo stronzo e quando mio figlio è andato a Monza per il GP svegliandosi alle 3 di mattina, è stato l’unico pilota che durante il saluto al pubblico era intento a mandare messaggi: a non so chi col suo telefono, e al pubblico col suo atteggiamento.)  (Il messaggio per il pubblico era chiaramente “baciatemi il culo”).


2 comments:

  1. Le cagate al decollo pare siano un evento atteso. Ne avevo gia' sentito parlare e poi e' capitato anche a noi, al decollo da Nizza per Montreal. Appena dopo il rombo dei motori, vedo perle di sudore sulle tempie del Sig. Tenace e quell'inconfondibile espressione che preannunciava il peggio. Solo che lui, a tre anni, il pannolone non ce l'aveva gia' più e non ci siamo potuti alzare fino a quando il segnale luminoso bastardo non si e' spento. Ti lascio immaginare...

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  2. Cara, mi sa che la cagata dei tre anni batte la cagata dei tre mesi, e quindi nomino il signor Tenace vincitore assoluto del primo premio Arbre Magique!

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