Friday, May 19, 2017

Of the detox Pandoro -- Sul Pandoro detox


So my sister also lives in a land far far away and every Christmas, when she cannot make it back home, she equips herself with the essential tool to feel the comfort of our Italian Christmas traditions, in the shape of a Pandoro, a traditional Italian sweet yeast bread (I am quoting from Wikipedia) shaped like a frustum. A parallel truncation of a right pyramid (I am re-quoting from Wikipedia) (I knew that).
She gets it at a specialty gourmet foreign delicatessen shop, forking out what she would probably pay for a kidney on the black market. And rightfully so! It’s a TRE MARIE PANDORO, la crème de la crème.
She puts it on the passenger seat, buckles it up like a precious baby and then drives home, where she takes it out, sets it on her dining room table and then doesn’t open it.
For months.
She observes it lovingly, anticipating the first bite like a lover’s first kiss, walks by it every day, strokes the smooth pale-yellow cardboard shell where it’s enclosed. Until around this time of the year, when she remembers to check the expiration date, freaks out, then tears the pale-yellow box apart and eats the whole thing within two days.
So today we were FaceTiming and she could hardly get up from her sofa, for all the Pandoro she had been eating for breakfast. And we engaged in a philosophical dissertation on the detox properties of the Pandoro.  It seems that even when (according to tradition) it is generously sprinkled with powder sugar until it looks covered in snow, if you wait long enough (24 hours max), the sugar will magically disappear.
I repeat:
THE SUGAR DISAPPEARS!

That’s right! That’s the magic of gourmet Italian food, and certainly another of Sophia Loren’s precious beauty secrets after moisturizing with olive oil and sitting up straight: remember to regularly mop up all those nasty sugars in your system with Pandoro!  

------------------------------------------------------------

Anche mia sorella abita lontano e ogni Natale, se non riesce a venire a casa, si fornisce dello strumento ideale per poter sentire il conforto delle nostre tradizioni natalizie, vale a dire un bel Pandoro.
Lo trova presso un negozio di specialità culinarie straniere, con un prezzo probabilmente superiore a quello di un rene sul mercato nero. E giustamente! È un Pandoro TRE MARIE per la miseria, er mejo.
Se lo mette in macchina sul sedile del passeggero e gli allaccia la cintura, dovesse mai frenare di colpo. A casa lo tira fuori e lo mette al centro del tavolo dal pranzo, senza aprirlo.
Per mesi.
Lo osserva amorevolmente pregustandosi il primo morso come se fosse un primo bacio, gli passa accanto ogni giorno, accarezzando la scatola giallo chiaro che lo rinchiude. Fino all’incirca a questo periodo dell’anno, quando si ricorda di colpo di controllare la data di scadenza, fa un’esclamazione poco Natalizia e presa dal panico squarcia il cartone giallo chiaro e si mangia l’intero pandoro in un paio di giorni.
Così oggi eravamo su FaceTime e quasi non riusciva ad alzarsi dal divano da quanto Pandoro aveva appena mangiato per colazione. E improvvisamente ci siamo ritrovate nel bel mezzo di una dissertazione filosofica sulle proprietà detossificanti del Pandoro (si dice detossificanti? Boh, va be’ diciamo DETOX che fa figo) (tanto poi la Silvia che ha la correggite me lo dice).
Ebbene, è dimostrato che nonostante, secondo tradizione, il Pandoro venga preventivamente spolverizzato con abbondante zucchero a velo, se si ha pazienza e si aspetta circa 24 ore, lo zucchero scomparirà come per magia.
Ripeto:
LO ZUCCHERO SCOMPARE!
Giuro! Ecco l’alchimia del cibo italiano doc, e sicuramente un altro dei preziosi segreti di bellezza di Sophia Loren oltre all’olio d’oliva sulla pelle e la postura: ricordarsi di ripulire regolarmente l’organismo dagli zuccheri in eccesso col Pandoro!

2 comments:

  1. eccomi! si dice detossinante :) http://www.treccani.it/vocabolario/detox_%28Neologismi%29/

    ReplyDelete