Sunday, January 29, 2017

Of the shrinking effect -- Sul restringimento globale


So yes, I am practically blind from having gone through the 4-somehting-hours of the Australian Open final without blinking for FOMO. But this is not what I want to say.

We expats do not just take our official language from Anglo-Saxon lands. Many of us have lived there at some point, and are naturally drawn towards them, because of their multiculturalism and the fact that most international students end up attending university either in the US or in England.

I do not want to compare expats to refugees, because I know I am a spoiled bitch and bla bla bla I-have-heard-it-a-million-times-already-thankyouverymuch. But having moved several times we are, de facto a stateless people, hopping around the world with a bunch of kids who belong nowhere and everywhere at the same time.   We’ve always had an unwavering feeling that we’d hop on feeling welcome, but now I am not quite sure. 

The stepping stones are shrinking, and we might eventually fall through.

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Ebbene si, sono praticamente cieca dopo aver guardato la finale degli Australian Open per più di quattro ore senza battere ciglio (letteralmente) per paura di perdermi qualcosa.
Ma non è di questo che vorrei parlare.

Noi expat non abbiamo solo preso dai paesi anglosassoni la nostra lingua ufficiale. Molti di noi ci hanno anche abitato, ad un certo punto della nostra vita, e ci siamo sempre trovati bene grazie alla grande tradizione multiculturale che questi paesi possono vantare. Inoltre la maggior parte dei ragazzi expat finiscono di solito a frequentare un’università in Inghilterra o negli Stati Uniti.


Non voglio di certo paragonarci a dei rifugiati, perché so già che sono una stronza viziata e bla bla bla l’ho-già-sentito-mille-volte-grazie. Ma chi di noi ha collezionato diversi traslochi, è de facto diventato apolide, saltellando qua e là in giro per il mondo con a carico dei pargoli che si sentono a casa dappertutto e da nessuna parte. Abbiamo sempre avuto una certezza incrollabile che saltello dopo saltello, saremmo stati i benvenuti, ma adesso non ne sono più certa. 

Le pietre su cui poggiamo attraversando il fiume del nostro girovagare si stanno restringendo e per la prima volta ho paura di cadere.

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