Wednesday, July 6, 2016

Of accents and legacies -- di accenti ed eredità morali

So I contacted this lovely girl who wrote a book about self-publishing and happens to also be a sister expat. Although right in the middle of a relocation, she took the time to answer my email and write encouraging words about the publishing of my book. On the plane to Miami I started reading her manual and it turns out every accent and diaeresis and apstrophe paves the road to the publication of a timeless literary success. The Italian language is very rich in accents that can be either grave or acute, a distinction the general population has been very happy to ignore for the past few decades, but certainly not me, somebody who still remembers every nuance and virtuosity of the language from her classical languages highschool (or who just looked them up on Wikipedia). The readers must understand that I am dealing with a German keyboard that has umlauts and diaeresis instead of grave and acute accents, and speaks Italian like the Nazi from the movies from WW2. There is therefore just one thing to do: stick to the English version of my book, a language which is blissfully devoid of accents, and won't expose me to the wrath of thr grammar police. I also wanted to write about legacies, but I am in Miami, for God's sake, it will have to wait till tomorrow.

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Ho contattato questa ragazza gentilissima che ha scritto un libro sull'autopubblicazone, e che fra l'altro é anche una sorella espatriata. Nonostante si trovi nel bel mezzo di un trasloco e debba per giunta affrontare cotanto caos contando unicamente sul supporto di un matematico (specie rinomata per la completa mancanza di senso pratico), si é presa il tempo di rispondere alla mia mail scrivendomi anche parole incoraggianti per la pubblicazione del mio libro. Sull'aereo per Miami ho iniziato a leggere il suo manuale, ricchissimo di informazioni e financo citazioni in francese, e ho scoperto con un leggero panico che ogni accento ed apostrofo collabora ad indicare la strada per la pubblicazione di un libro di successo. La lingua italiana é ricchissima di accenti che possono essere gravi o acuti, una distinzione che gran parte della popolazione é stata ben contenta di accantonare qualche decennio fa, ma non di certo io, che ricordo perfettamente ogni sfumatura e dettaglio della nostra lingua dagli anni del liceo classico (o che ho appena ripassato su Wikipedia). I lettori devono però tenere presente, che io ho a che fare quotidianamente con una tastiera tedesca che ha dieresi su ogni vocale al posto degli accenti, e che parla italiano come i nazisti dei film sulla seconda guerra mondiale. C'é quindi una sola soluzione: puntare tutto sulla versione del mio libro scritta in inglese, una lingua che vive benissimo anche senza accenti, evitando così di espormi al giudizio della polizia grammaticale. Volevo anche scrivere qualcosa sull'eredità morale, o legacy, una parola che in italiano non esiste. Ma sono a Miami e la spiaggia mi dice che il resto può aspettare.

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